LÀMINE - Coru Aresti.

Giovedì 26 febbraio alle 18:00 al Teatro Sant’Eulalia di Cagliari va in scena un nuovo format in cui buio e suono si intrecceranno per dare centralità all’ascolto.

Un’esperienza immersiva in cui il suono diventa paesaggio e il buio materia viva: giovedì 26 febbraio (ore 18:00) Coru Aresti approda a Cagliari con LÀMINE, un appuntamento pensato per chi riconosce nell’ascolto profondo una forma di presenza e di attraversamento.

Non un concerto nel senso convenzionale del termine, ma un’esperienza sensoriale insolita in cui per la prima volta il format abbandonerà il contesto del paesaggio naturale per entrare in uno spazio raccolto e carico di stratificazioni storiche come il Teatro di Sant’Eulalia, nel cuore del quartiere Marina.

Un piccolo teatro, dunque, che verrà completamente oscurato, affinché la luce non abbia più funzione di illuminazione, ma di incisione: una fenditura, un taglio netto, una lama che attraversa il nero e isola solo ciò che è essenziale.

In questo scenario il buio non sarà assenza, ma sostanza. Una materia densa e vibrante capace di accogliere il suono e renderlo l’unico luogo possibile. Luce e musica agiranno come lamine: strumenti affilati che scolpiscono l’etere, ridisegnano lo spazio e ordinano il tempo. Nel buio, solo il suono sarà paesaggio.

«LÀMINE nasce dal desiderio di restituire centralità all’ascolto, riducendo tutto ciò che non è essenziale. Il buio non è un effetto scenico, ma una materia viva che accoglie il suono e lo rende l’unico paesaggio possibile. La luce non illumina, ma incide: una fenditura che isola un gesto, un dettaglio, un istante prima del suono. In questo spazio sottratto, il musicista non è protagonista, ma catalizzatore di un equilibrio fragile tra etere, luce e vibrazione. LÀMINE è un attraversamento, un’esperienza che chiede presenza, lentezza e disponibilità all’ascolto profondo», spiega l’organizzazione di Coru Aresti, progetto culturale indipendente e autofinanziato che pone al centro la relazione diretta tra suono, artiste e pubblico. «Un invito a fidarsi del buio e a lasciarsi sorprendere da ciò che emerge quando tutto il resto si spegne.»

I progetti di LÀMINE

A dare vita a LÀMINE saranno tre progetti che condividono una comune tensione verso l’esplorazione sonora e la ricerca timbrica. Andrea Cherchi, polistrumentista attivo da oltre un decennio noto per i progetti WAS e SANTA, presenterà in anteprima una nuova fase del suo percorso artistico, basata sull’uso di tape e synth come elementi centrali di ricerca e performance. Il suo live si configurerà come una struttura modulare in continua trasformazione, in cui registrazioni su cassetta, field recording e campioni verranno stratificati e manipolati in tempo reale, dando forma a un ambiente sonoro fragile e cangiante.

Danilo Casti, musicista e compositore sardo attivo sin dal 2000, noto per il lavoro solista e per collaborazioni che spaziano dallo storico XOVER a Dalila Kayros. A LÀMINE presenterà UTNAPISHTIM – When the world was too loud, una performance che si muove come una deriva tra strutture ritmiche frammentate e paesaggi sonori onirici. Qui la fine del mondo non è evento spettacolare, ma riorganizzazione forzata dal caos: ciò che resta è un sedimento coerente, una persistenza senza promessa di ritorno, in cui ogni segnale diventa compromesso tra codice e contesto.

Completerà il trittico Nyah Bear, progetto dell’artista e produttore milanese Edoardo Bosi, formatosi in ingegneria del suono alla dBs Music di Berlino. Il suo lavoro affonda le radici nel ritmo, nel minimalismo e nella ripetizione organica, con influenze che attraversano Kampala, Berlino e Milano. A Coru Aresti porterà una ricerca interamente incentrata sul pianoforte elettrico Fender Rhodes, unica fonte sonora da cui nascono composizioni minimaliste e glitch, in un equilibrio costante tra intimità analogica e decostruzione digitale.

Informazioni utili

LÀMINE si svolgerà giovedì 26 febbraio 2026, con apertura delle porte alle 18:00 e inizio dei live alle 18:30. La durata complessiva dell’esperienza sarà scandita da brevi pause tra una performance e l’altra, fino alle 21:30.

I posti sono limitati, con un contributo d’ingresso, e l’accesso durante i live, che si terranno realmente al buio, non sarà consentito per non interferire con l’ambiente sonoro e percettivo.

L’evento è realizzato in collaborazione con Terzo e con il supporto di Cultína, LOGA, Bar Florio e Theandric Teatro, realtà che condividono con Coru Aresti una visione fondata sull’autenticità, sull’ascolto e sulla centralità dell’esperienza umana.

Coru Aresti continua così il suo percorso come piccola comunità dedicata alla fruizione delle arti sonore senza interferenze, riducendo al minimo la distanza tra chi organizza, chi suona e chi ascolta. Un progetto che esiste grazie alle persone che lo attraversano e che, partecipando, contribuiscono a renderlo possibile oggi e in futuro.

Per informazioni e aggiornamenti: infocoruaresti@gmail.com

Instagram: @coru.aresti