Convegno sulla lavorazione della lana, 18 gennaio a Nule per la mostra "T'essere, finito, non finito".

La storia dei tappeti di Nule, gioielli preziosi dell’artigianato sardo, raccontata da due protagonisti della filiera e del progetto contemporaneo del tessile, in uno degli appuntamenti della prima edizione della rassegna “T’essere – Esistere, non finito, finito” con la direzione artistica dell’architetto Angelo Ziranu, inaugurata il 20 dicembre scorso all’ex Centro Pilota Isola.

Il 18 gennaio alle ore 16:00, si incontreranno i due protagonisti del progetto contemporaneo del tessile – Angelo Crabolu del Tessile Crabolu “Industria della lana” ed Eugenia Pinnatessitrice e textile designer – in un dialogo a due voci tra cultura materiale, processi produttivi e ricerca progettuale, per raccontare come la lana sarda si trasformi, attraverso competenze, tempi e scelte tecniche, in manufatti capaci di parlare al presente.

L’incontro si inserisce all’interno di un calendario di manifestazioni a cavallo fra il vecchio e il nuovo anno, tra proposte artistiche e culturali, convegni, laboratori e un appuntamento work in progress, fiore all’occhiello della rassegna: le maestre tessitrici che nell’ex Centro Pilota Isola si mettono all’opera per realizzare sei tappeti ispirati da altrettanti designer, che hanno consegnato i loro bozzetti alle esperte di un’arte antichissima. Saranno loro a forgiare sei perle dell’arredamento da consegnare il 31 gennaio, data finale della rassegna, organizzata dal Comune di Nule, con la collaborazione della Pro Loco e con il patrocinio della Regione Sardegna.

Le nuove composizioni stanno prendendo corpo nel paese del Goceano che custodisce e rinnova il proprio sapere:
  • Germogli di Infinito” e “Rosario” (proposta progettuale: Angelo Ziranu) sono in tessitura rispettivamente con Maria Assunta Manca e Valeria Masala;
  • Ciclicità” (proposta da Mara Damiani) con Rosa Giua;
  • “Seda e Oro” (proposta da Don Sebastiano Corrias) con Giovanna Maria Campus;
  • “E una mattina, il mare!” (proposta da Eugenia Pinna) con Gonaria Manca;
  • “RESEDA” (proposta da Carolina Melis) con Maria Pala.

Il 18 gennaio si ripercorrerà la storia dell’artigianato artistico di Nule: da un lato la ditta Tessile Crabolu, realtà nata a Nule negli anni ‘60 e legata alla lavorazione della lana lungo l’intero ciclo produttivo (dalla materia prima alle lavorazioni tradizionali), con un ruolo di servizio e supporto al tessuto artigiano locale e al comparto dei tappeti; dall’altro Eugenia Pinna, cresciuta nella tradizione tessile di Nule e formata in design, riconosciuta per una ricerca che integra il sapere artigiano con linguaggi contemporanei, portando motivi, segni e cromie verso un lessico personale e aggiornato.

L’incontro offrirà contenuti utili per leggere il tessile sardo come filiera e come patrimonio culturale in evoluzione, con riferimenti a qualità dei materiali, sostenibilità dei processi e nuove possibilità di mercato e committenza.

Angelo Crabolu

“L’azienda tessile nasce da mio padre e mia madre, Benedetto Crabolu e Pietrina Cocco”, spiega Angelo Crabolu. “Babbo, durante la Seconda guerra mondiale, scappa mentre sta per essere deportato dai tedeschi insieme al suo tenente bellunese che riesce a trovargli un lavoro clandestino in una filanda di Belluno. È lì che conosce i processi di lavorazione e quando nel 1953 si sposa con mia madre, che lavorava al telaio sin dalle elementari, l’amico tenente gli dà una mano con le informazioni delle filature. Un passo dopo l’altro nel 1964 nasce la nostra società, quando a Nule le donne lavavano e filavano la lana a mano; ma fu attraverso il lavoro di cardatura che l’industria della lana poté andare avanti”.

Crabolu scandisce i passaggi che hanno permesso a questa realtà produttiva di sopravvivere nel mercato fino a oggi:

“Nel 1970 il volume di lavoro cresce, bisogna rinnovare le macchine, così nel 1973 la ditta realizza un nuovo stabile e installa l’impianto di lavaggio. Nel 1977 mia madre rimane vedova con una famiglia di 5 figli, ma non si arrende: col suo lavoro permette a tutti noi di studiare e nel 1978, vista l’enorme richiesta di filati, amplia lo stabile adibito alla filatura con nuovi macchinari. Nel 1982 rileva parte di una fabbrica tessile tra Nule e Bitti con un capannone di 5 mila metri quadri e nel 1990 investe in macchinari per la filatura e inserisce il reparto tessitura. Il culmine arriva negli anni 1985-2000 col ciclo completo di lavorazione della lana (lavaggio, filatura e tessitura) unica in Sardegna, quando si arrivò a lavorare quasi 25.000 quintali di lana, la metà prodotta nell’isola. Oggi siamo orgogliosi di portare avanti l’azienda e i nuovi progetti”.

Eugenia Pinna

Eugenia Pinna è tessitrice e textile designer cresciuta a Nule, dove vive e lavora, e dove la tradizione del tappeto su telaio verticale è parte integrante dell’identità del paese. Alla formazione artigiana affianca quella progettuale: si specializza in design (IED Cagliari), sviluppando una ricerca che integra competenze tecniche, cultura materiale e linguaggi contemporanei. Da oltre 30 anni lavora nel design tessile e, in particolare, nel tappeto, reinterpretando motivi, segni e cromie della tradizione nulese con un lessico personale e attuale.

La sua produzione, con la collaborazione ventennale di alcune tessitrici del paese, è realizzata a mano su telaio verticale con attenzione a materiali e processi (lana locale e, in molti lavori, tinture naturali). Nel 2024 il suo percorso è stato valorizzato anche attraverso un progetto espositivo-editoriale (Spazio Ilisso Nuoro) dedicato alla sua ricerca. Di recente Eugenia Pinna ha portato la sua ricerca anche a Copenaghen, presso l’Istituto Italiano di Cultura, nell’ambito dell’evento “Sardegna: la storia, la trama” (11 dicembre 2025), contribuendo a un dialogo internazionale tra tessitrici e studiose del tessile attraverso un laboratorio di confronto e scambio di saperi.

Direttore Artistico Arch. Angelo Ziranu:

“L’esperienza vissuta in questa prima fase del progetto è stata straordinaria, intensa e profondamente significativa. Ci siamo posti in autentico ascolto dell’intera comunità di Nule, riscoprendo una realtà speciale: laboriosa, accogliente, animata da una forte energia propositiva e da un patrimonio di valori storici e culturali di grande rilievo.

A guidarci è stato, fin dall’inizio, il rispetto per ciò che esiste e l’impegno costante a comprenderne il linguaggio, le radici, le dinamiche sociali e simboliche. Siamo convinti che solo attraverso lo studio della storia, la condivisione autentica e la forza generata da un lavoro comune sia possibile immaginare nuove opportunità di crescita e sviluppo per la tessitura e per l’intero territorio.

Le grandi figure del Novecento che si sono misurate con questo tema complesso e affascinante – da Filippo Figari a Mario Delitala, da Ubaldo Badas a Eugenio Tavolara, fino a Marino Manca e Giovanni Ciusa Romagna – rappresentano tappe fondamentali di una riflessione artistica e culturale che ha saputo valorizzare l’artigianato sardo elevandolo a linguaggio colto e moderno.

Senza la presunzione di raggiungere i loro stessi esiti, il nostro obiettivo è quello di offrire un contributo, seppur modesto, ma concreto e significativo: un supporto promozionale, culturale e narrativo che possa rendere visibile il valore degli artigiani e delle artigiane di Nule, veri custodi di un sapere antico e insieme protagonisti di un futuro possibile”.

Consigli di lettura

Scopri il programma completo della rassegna “T’essere – Esistere, non finito, finito“.

Crediti fotografici

Foto di Massimo Locci per Nature and History srls e Comune di Nule.