
A Sarroch, da giovedì 30 luglio a sabato 1 agosto, appuntamento a Villa Siotto con Giuseppe Corongiu e Sebastiano Pilosu e i concerti di Stefano Valla e Daniele Scurati, Luisa Briguglio e il progetto “Sighida” di Mauro Palmas e Giacomo Vardeu.
Dopo le sei intense giornate dei seminari di canto, musica e danza popolare che si sono tenuti a fine giugno a Portoscuso, Mare e Miniere riprende il suo cammino attraverso la Sardegna: dal 30 luglio all’1 agosto, la rassegna itinerante organizzata dall’associazione culturale Elenaledda Vox, con la direzione artistica di Mauro Palmas, fa tappa a Sarroch per tre serate a Villa Siotto, tra libri e musica, tutte con inizio alle 21:30 e ingresso libero.
Mare e Miniere: il programma delle tre serate
Ad aprire il programma sarà Giuseppe Corongiu con la presentazione del suo libro “Gherras“, pubblicato l’anno scorso da Janus editore, una raccolta di otto racconti in lingua sarda che affrontano il tema del conflitto nelle sue molteplici declinazioni: dalle guerre che segnano la storia alle tensioni che attraversano la società contemporanea, le famiglie e gli individui. Un affresco intenso che, pur raccontando violenza, divisioni e sopraffazioni, lascia spazio alla possibilità di una liberazione e di una ricomposizione.
Figura di primo piano del movimento linguistico e identitario della Sardegna, già responsabile delle politiche linguistiche della Regione dal 2004 al 2014, Giuseppe Corongiu è autore di saggi e opere dedicate alla tutela delle minoranze linguistiche; “Gherras” è il suo terzo libro di narrativa in lingua sarda.
La serata di giovedì 30 luglio proseguirà poi con il concerto di Stefano Valla (piffero e voce) e Daniele Scurati (fisarmonica e voce), tra i più autorevoli interpreti della tradizione musicale dell’Appennino delle Quattro Province. Diretti eredi del repertorio dei grandi pifferai di Cegni, i due dedicano la loro attività alla conservazione e alla diffusione di un patrimonio musicale ancora oggi vivo nelle feste popolari, affiancando a questa esperienza una costante ricerca artistica che dialoga con jazz, musica colta e canzone d’autore. Un percorso che restituisce tutta l’attualità di una tradizione capace di parlare anche al presente.
Come la precedente, anche la serata di venerdì si aprirà con la presentazione di un libro: “Il canto di una vita“, l’autobiografia di Daniele Cossellu, lo storico leader dei Tenores Remunnu ‘e Locu di Bitti, curata dall’etnomusicologo Sebastiano Pilosu.
Attraverso il racconto del più anziano e celebre interprete del canto a tenore, il volume – edito quest’anno da Squilibri – ripercorre una vita trascorsa tra la Barbagia e i palcoscenici internazionali, restituendo al tempo stesso la storia di una tradizione che, pur aprendosi al mondo, ha mantenuto intatto il proprio legame con la comunità d’origine.
Docente, ricercatore e cantore a tenore, già presidente dell’Associazione Tenores Sardegna, Sebastiano Pilosu è tra i massimi studiosi di questa forma espressiva: ha curato i volumi dedicati al canto a tenore dell’Enciclopedia della Musica Sarda ed è autore di numerose pubblicazioni e produzioni audiovisive dedicate a questo patrimonio riconosciuto dall’UNESCO. Condurrà l’incontro Ottavio Nieddu.
Da un’isola a un’altra, dalla Sardegna di Daniele Cossellu alla Sicilia di Luisa Briguglio, la cantautrice messinese al centro dei riflettori nella seconda parte della serata; accompagnata da Fabrizio Lai alla chitarra, France Duclairoir al contrabbasso e Matteo Nocera alle percussioni, la vincitrice dell’ultima edizione del Premio Andrea Parodi presenterà “Truvatura“, il suo album d’esordio.
Nel lessico popolare siciliano la “truvatura” è il tesoro nascosto che tutti cercano pur sapendo che potrebbe non essere mai trovato: una metafora che attraversa le canzoni dell’artista, sospese fra memoria, desiderio, inquietudine e speranza. Attraverso la lingua siciliana, che diventa strumento espressivo privilegiato, Luisa Briguglio intreccia racconti personali, frammenti poetici e suggestioni provenienti dalla tradizione, dando vita a una scrittura musicale intensa e profondamente radicata nella cultura della sua terra. Il concerto è presentato in collaborazione con la Fondazione Andrea Parodi.
A chiudere il trittico di serate a Sarroch, sabato 1 agosto sarà “Sighida“, il progetto che unisce Mauro Palmas al giovane organettista di Orosei Giacomo Vardeu. Nato proprio nell’ambito di Mare e Miniere e diventato un album nel 2025, “Sighida” – termine che rimanda all’idea di continuità, di un filo che prosegue e si rinnova – racconta l’incontro fra due generazioni della musica in Sardegna: da una parte l’esperienza del compositore e polistrumentista cagliaritano, protagonista da decenni della ricerca sulla musica tradizionale del Mediterraneo; dall’altra il talento di uno tra gli interpreti più promettenti della nuova scena isolana. Un dialogo che attraversa la tradizione sarda aprendosi alle sonorità europee e mediterranee.
Per il concerto di sabato a Sarroch, il progetto assumerà una dimensione orchestrale: con Mauro Palmas al liuto cantabile e alla mandola e Giacomo Vardeu all’organetto diatonico e alla voce, saranno infatti sul palco Marcello Peghin alla chitarra, Silvano Lobina al basso, Marco Argiolas al clarinetto, Alessandro Foresti al pianoforte e Andrea Ruggeri alla batteria, con la partecipazione del Cuncordu e Tenore de Orosei, tra i migliori interpreti del canto corale sardo, già presente in due brani dell’album “Sighida“.
Informazioni e aggiornamenti
Per informazioni: mareminiere@gmail.com.
Notizie e aggiornamenti disponibili su www.mareeminiere.it e sui profili facebook, instagram e twitter di Mare e Miniere.
Le tre serate di Mare e Miniere a Sarroch sono promosse e organizzate dall’associazione culturale Elenaledda Vox con il contributo dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Sarroch, con la collaborazione di Corsica Sardinia Ferries e Rete italiana World Music, e la media partnership di Blogfoolk.
Crediti fotografici
Mauro Palmas e Giacomo Vardeu in uno scatto di Martina Pilloni.





