
Il festival Éntula, organizzato da Lìberos, prosegue a Cagliari con Elvira Mujčić e il suo romanzo “La stagione che non c’era” (Guanda), che l’autrice italo-bosniaca presenterà mercoledì 15 aprile alla Fondazione di Sardegna in conversazione con Ivana Pisola. Appuntamento alle 18:00.
Alla vigilia della dissoluzione della Jugoslavia, il romanzo “La stagione che non c’era” (Guanda) di Elvira Mujčić segue i destini di Nene, un artista ossessionato dal timore che l’identità del suo Paese possa svanire nel nulla, e della sua amica di gioventù Merima, che si aggrappa all’ideale politico di «fratellanza e unità» per arginare la violenza imminente e i propri dolori personali. Attraverso i loro occhi e quelli della piccola Eliza, figlia di Merima, l’opera racconta il crollo di un’utopia collettiva e invita a riflettere su eventi storici attraversati da inquietudini simili a quelle del nostro presente.
L’autrice sarà ospite di Éntula mercoledì 15 aprile alle 18:00 nella sede cagliaritana della Fondazione di Sardegna, dove parlerà dell’opera con Ivana Pisola.
L’evento è organizzato da Lìberos con il sostegno del Comune di Cagliari e in collaborazione con le associazioni Genti de mesu e Karalettura e con la libreria Miele Amaro di Cagliari.
L’autrice
Scrittrice e traduttrice italo-bosniaca, Elvira Mujčić si è laureata in Lingue e letterature straniere e ha tradotto in italiano numerose opere e documentari. Ha pubblicato i romanzi “Al di là del Caos. Cosa rimane dopo Srebrenica” (2007), “E se Fuad avesse avuto la dinamite” (2009) e “La lingua di Ana” (2012) per Infinito edizioni, a cui sono seguiti, per Elliot, “Dieci prugne ai fascisti” (2016), “Consigli per essere un bravo immigrato” (2019) e “La buona condotta” (Crocetti, 2023). Come drammaturga, è stata coautrice dello spettacolo teatrale “Ballata per un assedio” che ha debuttato nel 2010 al Festival Teatrale Borgio Verezzi. Per Chiassoletteraria 2013 ha scritto lo spettacolo 2I quaderni di Nisveta”.
Il festival Éntula è organizzato dall’associazione culturale Lìberos con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e della Fondazione di Sardegna.





