CineMAB a Sant'Antioco, 12 e 13 settembre 2025. Locandina.

Due serate di proiezioni e incontri al Museo Archeologico “Ferruccio Barreca” ideate dal Museo e Parco Archeologico Comunale, con la direzione artistica del Circolo del cinema Immagini. Inizio delle proiezioni alle 21:00.

Cinema, archeologia, memoria e attualità in dialogo a Sant’Antioco nella rassegna “CineMAB: visioni archeologiche“: due giorni di proiezioni e incontri con registi e critici, venerdì 12 e sabato 13 settembre, al Museo Archeologico “Ferruccio Barreca”.

Ideata dal Museo e Parco Archeologico comunale la manifestazione si avvale della direzione artistica del Circolo del cinema Immagini e della collaborazione con il Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea e con la cooperativa sociale Archeotur.

«CineMAB nasce con l’intento di offrire una programmazione culturale del Parco Storico e Archeologico di Sant’Antioco che sappia coniugare la dimensione storica con l’attualità, attraverso i linguaggi dell’arte, della letteratura, del cinema, della musica e dell’intrattenimento», spiega Sara Muscuso, archeologa e direttrice scientifica e amministrativa del Parco Storico Archeologico sulcitano. «Il Museo si configura come scenario privilegiato per la realizzazione di iniziative che pongano il passato in costante dialogo con il presente. In tale prospettiva, il cinema, grazie alla forza espressiva del linguaggio visivo, si propone quale strumento privilegiato di narrazione, capace di valorizzare e di promuovere una più profonda conoscenza e consapevolezza del patrimonio culturale».

CineMAB, le attività in cartellone

CineMAB prende il via venerdì 12 settembre con la visione, alle 21 nel giardino del museo, di “L’etrusco uccide ancora” (1972 – Italia, 105′), il film di Armando Crispino considerato il capostipite del filone archeologico del giallo all’italiana degli anni ’70; uno dei primi film a tentare la contaminazione tra il giallo classico e l’horror, e il primo all’interno del genere a utilizzare la musica classica in funzione espressiva (il Dies irae del Requiem di Giuseppe Verdi). Girato nel 1971 tra Spoleto, Cerveteri, Tarquinia, Frascati (villa Aldobrandini), Montefiascone (Basilica di San Flaviano), il film racconta di un misterioso assassino che a Spoleto sacrifica le sue vittime secondo il rito di Tuchulcha, il dio etrusco della morte. Il commissario al quale è affidato il caso indaga tra i partecipanti al Festival dei Due Mondi che si svolge in quei giorni; ogni volta, però, la traccia che sembrava giusta si rivela priva di fondamento. Interverrà alla proiezione Francesco Crispino, critico cinematografico e figlio del regista del film.

L’indomani, sabato 13 settembre, il giardino del Museo Archeologico “Ferruccio Barreca” ospita, a partire dalle 21, le proiezioni di quattro cortometraggi. Il primo è “Approdi”, del giornalista e documentarista pugliese Lorenzo Scaraggi (2024 – documentario, 45′), vincitore, lo scorso anno, del premio del pubblico alla quattordicesima edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Catania). “Approdi” indaga sull’identità più profonda dei porti pugliesi; è il racconto di una lunga navigazione a vela tra Ionio e Adriatico che prende spunto dalla visione geopoetica del “Breviario Mediterraneo” di Predrag Matvejevic. Ciascuna tappa segna un incontro che approfondisce un tema: protagonisti lo scrittore Alessandro Vanoli a Monopoli, l’archeologa Rita Auriemma ad Egnazia, la scrittrice Enrica Simonetti a Giovinazzo, il direttore d’orchestra Roberto Soldatini a Trani, il direttore di Limes Lucio Caracciolo a Bari, mentre lo scrittore Bjorn Larsson narra Brindisi e le coste del Salento. Il documentario restituisce una narrazione intensa e poetica della costa pugliese, attraversando luoghi emblematici come Torre Guaceto e le scogliere di Leuca, veri e propri “approdi” di memoria, cultura e bellezza.

A seguire, la serata proporrà tre cortometraggi presentati in passato al festival Passaggi d’Autore – Intrecci Mediterranei, appuntamento di casa a Sant’Antioco, organizzato dal Circolo del Cinema Immagini con la direzione artistica di Dolores Calabrò e del regista bosniaco Ado Hasanović, alla sua ventunesima edizione la prima settimana del prossimo dicembre.

Apre il trittico la proiezione di “Sui tetti di chi dorme” (2024 – Docufiction, 15′), alla presenza del regista e autore delle musiche Antonello Murgia e dell’attore e produttore del film Fabio Marceddu. Dedicato al medico e scrittore cagliaritano Giorgio Todde, scomparso nel 2020, il film breve è ambientato a Tuvixeddu, la più grande necropoli punica del Mediterraneo. Ciò che ne rimane è soltanto un frammento di bellezza sopravvissuto ai soprusi del tempo, della storia e dei costruttori; un cimitero dove si ha l’impressione che sia notte anche di giorno. Degli eterni fantasmi, come inquilini sfrattati, raccontano questo dramma: sussurri e grida di questa fugacità. E fanno loro i versi tratti da “La sera del dì di festa” di Giacomo Leopardi: “e pensar come tutto al mondo passa e quasi orma non lascia”.

A seguire “Abba”, di Fabiana Lupo (2023 – Fantascienza, 15′), un viaggio attraverso l’universo alla ricerca di acqua per sopravvivere. Un percorso che diventa anche una ricerca interiore. L’avventura estrema dei protagonisti riflette l’esperienza quotidiana dell’essere umano. Il cortometraggio è stato girato in Sardegna, presso le grotte di Su Mannau, il tempio di Antas, e altre località delle provincie di Oristano e Sud Sardegna.

Alla presenza della regista Vittoria Soddu, chiuderà la serata di proiezioni “Orune. Ogni andare è un ritornare” (2023 – Fiction, 28′). In una reinterpretazione filmica e performativa, a settant’anni di distanza dalla prima visita di Carlo Levi in Sardegna, il film – girato in parte nel villaggio ipogeo di Sant’Antioco – ritraccia delle micro narrazioni come visioni pittoriche, rivolte alla contemplazione del paesaggio e al tentativo di ritrarre una comunità in trasformazione.

«La collaborazione con il Circolo del Cinema Immagini – associazione di comprovata esperienza nel settore, promotrice del Festival del Cortometraggio Mediterraneo Passaggi d’Autore: Intrecci Mediterranei – rappresenta una scelta naturale, una sinergia in grado di conferire ulteriore valore e solidità al progetto», sottolinea la direttrice del Parco Storico Archeologico di Sant’Antioco Sara Muscuso. «La nascita di un’iniziativa dedicata al cinema archeologico, anche nella sua dimensione sperimentale, aspira a raccogliere il favore del pubblico e a consolidarsi progressivamente nel tempo, attraverso un programma di proiezioni che, oltre all’opera cinematografica, sappia rendere protagonisti i luoghi e i siti del patrimonio archeologico locale».

Tutte le proiezioni sono aperte al pubblico gratuitamente. Informazioni e prenotazioni: Museo Archeologico ‪389 79 62 114‬.

Crediti fotografici

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