
Giovedì 16 luglio lo scrittore jerzese presenta “La bambina che vide gli occhi di Dio” per un nuovo appuntamento di Venerdì Letterario… e dintorni.
La nostalgia, per Gesuino Némus, è il modo di attraversare il presente. Da oltre dieci anni i suoi libri tornano a Telévras, il paese immaginario che cresce insieme ai suoi abitanti e, pagina dopo pagina, finisce per assomigliare alla Sardegna. È qui che prende forma anche “La bambina che vide gli occhi di Dio”, con cui lo scrittore jerzese torna a seguire una comunità, le sue trasformazioni e il tempo che cambia le persone.
Giovedì 16 luglio, alle 21:00, la piazzetta di Cala Moresca ad Arbatax ospiterà un nuovo appuntamento di Venerdì Letterario… e dintorni, la rassegna promossa dal Comune di Tortolì e organizzata dal Club di Jane Austen Sardegna, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, in collaborazione con la Fondazione Tortolì, la Biblioteca comunale di Tortolì, la Libreria Mocambo. A dialogare con l’autore sarà Tonio Pillonca.
Pubblicato da Elliot, il nuovo libro prende avvio il 24 aprile 1970. Una vecchia corriera lascia Telévras diretta a Cagliari, dove Paolo VI incontra i fedeli durante la sua visita nell’Isola. Tra i passeggeri siedono Gesuino e Cecilia, due bambini convinti di dover consegnare al Pontefice un messaggio ricevuto da Dio. Pochi giorni più tardi il ritrovamento del corpo di una giovane donna interrompe quell’infanzia e disperde i destini dei protagonisti. Cinquant’anni dopo sarà proprio Gesuino a riprendere il filo di quella vicenda, riportando alla luce una verità rimasta sepolta troppo a lungo.
L’indagine accompagna il lettore dentro una comunità che cambia insieme ai suoi abitanti. Lo stesso Némus ha spiegato di usare il delitto come punto di partenza per osservare ciò che gli anni lasciano nelle persone, nelle famiglie e nei paesi. Così Telévras continua a prendere forma, diventando il luogo in cui la memoria collettiva incontra la storia di un’intera generazione.
Nato a Jerzu, tradotto in Francia e Germania, vincitore del Premio Campiello Opera Prima con “La teologia del cinghiale” e, nel 2026, del Premio Letterario Internazionale Città di Sassari alla carriera, Gesuino Némus ha costruito un universo narrativo che ha restituito alla Sardegna una voce originale, capace di attraversare i confini dell’Isola e parlare a lettori molto diversi tra loro.
«Ogni libro di Gesuino Némus aggiunge un tassello a Telévras, un luogo che, romanzo dopo romanzo, è diventato una geografia dell’anima. Dentro quelle pagine si ritrovano la memoria di una comunità, l’ironia con cui la Sardegna ha sempre saputo raccontarsi e uno sguardo capace di illuminare il presente. Portare questa voce a Cala Moresca significa riportarla dentro un paesaggio che appartiene allo stesso orizzonte umano e culturale da cui è nata», dichiara Giuditta Sireus, direttrice artistica del Club di Jane Austen Sardegna.
L’ingresso è libero e gratuito.




