
Il programma prosegue oggi a Tortolì con laboratori e degustazioni, domani a Talana con trekking e la raccolta delle patate con gli anziani.
Si è aperta ieri a Seui la sesta edizione della tappa ogliastrina di IT.A.CÀ. Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile che attraverserà il territorio sino al 20 settembre. A dare il via al programma è stato il partecipato convegno al centro polivalente Is Minadoris, “Leggende e magia in Sardegna”. Le streghe in Ogliastra”, dedicato al patrimonio immateriale dell’isola, tra racconti, credenze, tradizioni e figure della memoria collettiva.
La scelta di Seui che custodisce nel suo ricco patrimonio anche il museo etnografico S’Omu de sa Maja ha avuto un forte valore simbolico, mettendo al centro la cultura popolare e la memoria orale come strumenti di valorizzazione dei territori e di sviluppo di un turismo sostenibile. La mattinata, coordinata dalla giornalista Federica Melis, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, studiosi, operatori culturali e turistici e protagonisti della narrazione del territorio.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Seui Fabio Moi, che ha sottolineato la necessità di puntare non sulla quantità dei flussi, ma su un turismo capace di rispettare la dimensione dei piccoli centri e di contribuire alla costruzione di servizi. L’ingresso nella rete di IT.A.CÀ, ha spiegato, rappresenta inoltre un’occasione per lavorare insieme ad altri territori e costruire destinazioni riconoscibili e attrattive. Per il presidente della Provincia Ogliastra e sindaco di Villagrande Alessio Seoni, la tappa IT.A.CÀ Ogliastra è diventata «un appuntamento fisso e un punto di riferimento territoriale». Ha sottolineato anche la crescita del turismo esperienziale nei centri dell’interno, citando l’esperienza di Villagrande Strisaili:
«È un turismo che negli ultimi anni ha iniziato a crescere. Il turismo responsabile è quello che serve ai nostri territori».
Il presidente dell’ISRE Leonardo Moro ha richiamato il ruolo dell’Istituto nella ricerca, nella tutela e nella diffusione del patrimonio culturale materiale e immateriale sardo, anche attraverso la digitalizzazione. «Abbiamo il dovere istituzionale di difendere questo patrimonio», ha sottolineato.
In collegamento è intervenuto Pierluigi Musarò, direttore nazionale di IT.A.CÀ e sociologo dell’Università di Bologna, che ha posto l’accento sul rapporto tra comunità, territorio e turismo. «La sfida del turismo responsabile è non consumare le culture, ma misurarsi con esse con curiosità, rispetto e capacità di ascolto», ha spiegato, sottolineando come leggende e memorie siano parte integrante dell’identità dei luoghi.
Per Jean-Luc Madinier, coordinatore della tappa ogliastrina e a capo dell’agenzia Sardaigne en liberté, la manifestazione rappresenta uno strumento per promuovere un turismo sostenibile anche nelle aree interne e rafforzare il ruolo dell’Ogliastra come destinazione capace di essere vissuta durante tutto l’anno. “C’è il mare, ma soprattutto c’è la montagna, e il territorio può essere vissuto 365 giorni all’anno”, ha sottolineato.
Il patrimonio di Seui è stato raccontato attraverso S’Omu de sa Maja, museo etnografico che conserva oggetti, testimonianze e documenti legati alla magia e alle tradizioni popolari. Ignazio Marci, coordinatore della struttura e delle guide della Fondazione Seui, ha illustrato il percorso museale, che comprende anche la dolorsa vicenda di Catalina Lay, l’ostetrica di Seui accusata di stregoneria e processata dall’Inquisizione, e una sezione dedicata ai rituali legati alla morte e agli “attittidus” (canti funebri della tradizione sarda).
Sul tema è intervenuta anche Antonina Paba, docente di Letteratura sardo-ispanica dell’Università di Cagliari, che ha approfondito lo studio dei documenti dell’Inquisizione e la figura di Catalina Lay. Altre sei donne ogliastrine subirono lo stesso terribile destino. «I verbali dell’Inquisizione sono una fonte di notizie e dati che altrimenti non avremmo modo di conoscere», ha spiegato Paba, evidenziando il valore dello studio dei documenti conservati negli archivi storici. mentre la scrittrice Simonetta Delussu ha accompagnato il pubblico nel repertorio della tradizione orale, soffermandosi in particolare sulle Bidd’e mortos, le donne che secondo la tradizione sostenevano di poter comunicare con i defunti.
Il programma ha dato spazio anche allo sguardo internazionale di Nicole Raukamp, travel blogger tedesca che da oltre quindici anni frequenta la Sardegna, e al rapporto tra cinema, memoria e territorio con Marco Antonio Pani, regista del cortometraggio “Panas”, realizzato in collaborazione con l’ISRE. Il lavoro, presentato insieme al protagonista, l’allevatore Giovanni Masia, recupera figure e racconti della tradizione orale legati alla morte in parto.
A chiudere la mattinata è stato Gian Paolo Desogus, presidente della Fondazione Seui, con una riflessione sulle possibilità di valorizzazione culturale ed economica delle aree interne.
A sottolineare il ruolo della collaborazione tra operatori è stato Salvatore Marongiu, delle Tenute Il Maggese e operatore della Rete Ogliastra Green. Ha illustrato il valore delle reti di imprese come strumento per cooperare, partecipare a bandi e costruire un’offerta turistica condivisa. «Il turismo lento in Ogliastra può esistere», ha sottolineato, evidenziando come sostenibilità, qualità e valorizzazione delle produzioni locali possano diventare elementi distintivi dell’offerta. L’obiettivo, ha spiegato, non è crescere soltanto in termini numerici, ma offrire un modello replicabile di collaborazione tra imprese.
Le prossime tappe
Il festival prosegue oggi a Tortolì. In località Tanca Noa con un laboratorio pratico sulla modellazione e sulle antiche tecniche della ceramica nuragica con Danilo Carta. Alle Tenute Il Maggese, appuntamento con “Dal grano alla pasta”, dedicato ai grani antichi e alla preparazione della pasta fresca, con degustazione. Qui la Rete Ogliastra Green propone in serata un momento di confronto tra operatori turistici, produttori e comunità locale, accompagnato da una degustazione, sul tema del turismo etico e a basso impatto.
Domani, lunedì 14 settembre, il festival si sposterà a Talana, con un trekking alle 9 da Ponte Coe Serra verso la cascata di Su Niu e Su Puggione, tra biodiversità e paesaggio agropastorale. La giornata proseguirà con un pranzo a base di ricette della tradizione e prosciutto di Talana e, nel pomeriggio, con la raccolta delle patate insieme agli anziani del paese, tra racconti intergenerazionali, vino e prodotti locali.
La tappa Itaca prosegue sino al 20 settembre con un ricco programma.
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IT.A.CÀ Migranti e viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile
Ideato nel 2009 da tre attori della cooperazione internazionale [YODA aps, Cospe Onlus, Nexus E–R] con sede a Bologna, IT.A.CÀ – che in dialetto bolognese vuol dire “it.a.cà” – sei a casa? e Itaca, l’isola di Ulisse (il leggendario viaggiatore e simbolo della cultura mediterranea) – oggi è una rete che ha coinvolto dalla sua nascita oltre 700 realtà locali, nazionali e internazionali. Attraverso centinaia di eventi sparsi sul territorio nazionale, il Festival invita a riflettere, in chiave critica, sul concetto di viaggio e ospitalità, sulle migrazioni e la cittadinanza globale, sulle disuguaglianze e lo sviluppo. In maniera creativa promuove una nuova etica del turismo volta a sensibilizzare le istituzioni, i viaggiatori, l’industria e gli operatori turistici per uno sviluppo sostenibile e socialmente responsabile del territorio.
Tutti i dettagli sul programma e sulle tappe del festival al sito ufficiale di IT.A.CÀ Migranti e viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile.





