
Il farmaco sarà a carico del Servizio Sanitario Nazionale per i pazienti in cura nei centri antifumo.
Per chi vuole smettere di fumare c’è un aiuto in più: la citisina. Con la Determinazione AIFA 11-2026, infatti, questo farmaco entra in Classe A e pertanto sarà rimborsabile ai maggiorenni che vogliano disassuefarsi dalla nicotina – inclusi coloro non affetti da malattie cardiorespiratorie – a condizione che si rivolgano ai centri antifumo e ricevano un adeguato supporto psicologico. Dunque gli aventi diritto potranno ritirare gratis una confezione, sufficiente a coprire l’intero ciclo di trattamento della durata di 25 giorni.
Cos’è la citisina
La citisina è un alcaloide presente nel Laburnum anagyroides Medich. o Cytisus laburnum L., un arbusto che cresce in habitat temperati e umidi, le cui foglie – già ai tempi della Seconda guerra mondiale – venivano masticate dai soldati quando non c’erano le sigarette.
Benché in Europa si usi nella lotta al tabagismo da sessant’anni, in Italia è disponibile solo dal 2015: inizialmente come galenico, ovvero un medicinale preparato in farmacia a misura di paziente, e di recente anche come medicinale industriale, oggetto del summenzionato provvedimento AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).
Nel 2024 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’ha inserita nelle linee guida per la cessazione del fumo e l’anno seguente tra i farmaci essenziali perché è efficace, sicura, ha un buon rapporto costo/beneficio ed è priva di comprovate interazioni farmacologiche, risultando adatta anche ai pazienti con malattie croniche che assumono più farmaci.
Effetti terapeutici e modalità di assunzione
Interagendo con i recettori nicotinici cerebrali (α4β2), da un lato la citisina allevia i sintomi di astinenza da nicotina, quali irritabilità, ansia e insonnia, dall’altro riduce la gratificazione associata al fumo, aumentando così le probabilità di liberarsi dalla dipendenza. Si assume in compresse con uno schema a posologia decrescente:
- giorni 1-3, 1 cp ogni 2 ore (massimo 6 cp/die);
- giorni 4-12, 1 cp ogni 2,5 ore (massimo 5 cp/die);
- giorni 13-16, 1 cp ogni 3 ore (massimo 4 cp/die);
- giorni 17-20, 1 cp ogni 5 ore (massimo 3 cp/die);
- giorni 21-25, 1-2 cp/die.
Gli effetti si manifestano dal 5° giorno di assunzione.
Effetti indesiderati e controindicazioni
Rispetto ad altri farmaci antifumo, la citisina ha un’azione più dolce e di conseguenza effetti indesiderati lievi e temporanei. Tra i più comuni si annoverano:
- disturbi gastrointestinali, quali nausea, vomito e mal di stomaco;
- mal di testa, vertigini o stordimento;
- bocca secca;
- disturbi del sonno (insonnia o sonnolenza).
Nonostante il suo elevato profilo di sicurezza, l’assunzione della citisina è controindicata in gravidanza, durante l’allattamento e nei minori, in quanto mai testata in questi gruppi di popolazione, nonché nei pazienti con:
- allergie note al principio attivo (comunque molto rare);
- disturbi psichiatrici non stabilizzati;
- grave insufficienza renale che aumenta il rischio di tossicità da accumulo, giacché la citisina viene eliminata con le urine.
Consigli di lettura
Se l’articolo vi è piaciuto, leggete anche la guida per smettere di fumare: consigli e strategie.
Crediti fotografici
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L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il rapporto medico paziente.

Pubblicista, ex collaboratrice de L’Unione Sarda.
Sono cofondatrice e caporedattrice di Inchiostro Virtuale.
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