
Il 18 agosto alle 18:00 al Teatro di Cagliari la giornalista presenta “I figli dell’odio”, il libro che attraversa Israele, Palestina e Iran partendo dalle nuove generazioni.
Cagliari, 17 agosto 2026. La guerra arriva molto prima di quando comincia. Può stare nei racconti di famiglia, nelle paure degli adulti, nella scuola, nelle parole usate per nominare chi vive dall’altra parte. Cecilia Sala è partita dai ragazzi cresciuti dentro questa eredità per provare a capire il Medio Oriente di oggi.
Oggi, martedì 18 agosto alle 18:00, al Teatro Doglio di Cagliari, la giornalista e scrittrice sarà protagonista delle Anteprime del Dicembre Letterario con “I figli dell’odio”, pubblicato da Mondadori. Dialoga con l’autrice Laura Cappon e in in chiusura interverranno due giovani: Rebecca Pisanu e Niccolò Dessì per dare voce alle domande dei giovani
Israele, Palestina, Iran. Sala attraversa tre luoghi nei quali la Storia entra presto nelle biografie e sceglie di guardarli attraverso chi sta diventando adulto adesso. Ragazzi israeliani cresciuti negli insediamenti della Cisgiordania, giovani palestinesi, coetanei iraniani: vite diverse, spesso separate da distanze politiche e umane enormi, accomunate dall’essere nate dentro conflitti decisi prima di loro.
È qui che “I figli dell’odio” trova la sua domanda più scomoda: quanto di ciò che pensiamo appartiene davvero a noi e quanto abbiamo ricevuto in eredità?
Sala arriva a questa domanda attraverso il giornalismo sul campo. Negli ultimi anni ha raccontato alcuni dei passaggi più duri della politica internazionale andando nei luoghi in cui stavano accadendo: Kabul durante il ritorno dei talebani, l’Ucraina invasa dalla Russia, l’Iran, Israele e i territori palestinesi. Con il podcast quotidiano Stories ha poi costruito un linguaggio capace di tenere insieme geopolitica e racconto, spiegazione e testimonianza.
Nel dicembre del 2024 quel mestiere l’ha portata anche nel carcere di Evin, dopo l’arresto a Teheran. Ventuno giorni di detenzione, fino alla liberazione e al ritorno in Italia l’8 gennaio 2025. Un’esperienza entrata nella sua biografia personale e professionale, dentro un rapporto con l’Iran costruito in anni di lavoro, incontri e reportage.
Ma “I figli dell’odio” sposta nuovamente l’attenzione sugli altri. Sulle persone prima delle appartenenze, sulle vite prima delle mappe. È uno dei tratti più riconoscibili del lavoro di Sala: entrare nelle grandi questioni internazionali attraverso una storia abbastanza precisa da renderle comprensibili.
«Cecilia Sala porta alle Anteprime una cosa che per noi conta molto: la possibilità di capire il presente attraverso le persone che lo stanno vivendo – spiega Giuditta Sireus, direttrice artistica e manager culturale. – “I figli dell’odio” parla di geopolitica, ma ci mette davanti soprattutto una generazione. Ragazzi che stanno costruendo la propria identità dentro conflitti ricevuti in eredità. Il giornalismo di Cecilia riesce ad avvicinarci a quelle vite mantenendo intatta la complessità. È esattamente il tipo di incontro che cerchiamo: una voce competente, un tema che riguarda il nostro tempo e molte domande da portarsi dietro».
Il 18 agosto a Cagliari le Anteprime del Dicembre Letterario entrano così in una delle questioni più difficili del presente attraverso chi ha scelto di raccontarla andando a vedere.
L’evento è realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, con il Comune di Cagliari e il Teatro Doglio.





