
Sarà Seui ad aprire, sabato 12 settembre, la sesta edizione della tappa Ogliastra di “IT.A.CÀ. Migranti e viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile”, che fino al 20 settembre attraverserà il territorio con incontri, esperienze, escursioni e iniziative dedicate alla scoperta dei luoghi e delle comunità. La tappa ogliastrina si inserisce nel tema nazionale dell’edizione 2026, “Geografie di pace – mobilità/RSI attraverso confini e culture”, e propone un viaggio tra patrimonio culturale, natura, tradizioni e identità locali, con l’obiettivo di promuovere una conoscenza più lenta, consapevole e autentica dei territori.
L’appuntamento inaugurale è in programma alle 10:00, al centro polivalente Is Minadoris, e sarà dedicato a “Leggende e magia in Sardegna. Le streghe in Ogliastra”. Un tema che porta al centro uno dei patrimoni immateriali più affascinanti e meno conosciuti dell’Isola: quello delle leggende, delle credenze popolari e delle tradizioni legate alla magia.
La scelta di Seui non è casuale. Il paese custodisce infatti S’Omu de sa Maja, museo dedicato alle credenze popolari, alle leggende, alla stregoneria e alla magia in Sardegna. Il museo sarà uno dei luoghi simbolo della giornata e il punto di partenza per approfondire il rapporto tra memoria, cultura popolare e valorizzazione del territorio.
Tra le vicende al centro della riflessione ci sarà quella di Catalina Lay, ostetrica di Seui condannata per stregoneria dall’Inquisizione spagnola, una storia che permette di riportare alla luce un capitolo significativo della storia sociale e culturale della Sardegna.
Il programma
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Seui Fabio Moi, del sindaco di Villagrande Strisailis e presidente della Provincia Ogliastra Alessio Seoni, del presidente dell’ISRE Leonardo Moro e del consigliere regionale per l’Ogliastra Salvatore Corrias, la mattinata entrerà nel vivo con gli interventi di Sonia Bregoli, responsabile nazionale di IT.A.CÀ, e di Jean-Luc Madinier ed Edith Trudu, organizzatori della tappa ogliastrina con l’agenzia Sardaigne en liberté.
Seguirà l’intervento di Ignazio Marci, guida della Fondazione Seui e coordinatore del museo S’Omu de sa Maja. La scrittrice Simonetta Delussu racconterà il patrimonio delle leggende sarde e ogliastrine, mentre Antonina Paba, docente di Letteratura sardo-ispanica dell’Università degli Studi di Cagliari, approfondirà il tema dell’Inquisizione nella Sardegna spagnola.
La giornata sarà anche un’occasione per riflettere sul rapporto tra cultura, comunità e turismo sostenibile, con l’intervento di Franca Seoni, direttrice del GAL Ogliastra, e uno sguardo sulla Sardegna attraverso gli occhi dei viaggiatori stranieri affidato a Nicole Raukamp, blogger di viaggio de “La Pecora Nera”. A coordinare i lavori sarà la giornalista Federica Melis.
Alle 11:30 è prevista la proiezione del cortometraggio “Panas” di Marco Antonio Pani, realizzato in collaborazione con l’ISRE. Il film recupera una delle più suggestive leggende della tradizione sarda: quella delle panas, donne morte durante il parto e condannate, secondo la credenza popolare, a vagare durante la notte tra fiumi, radure e corsi d’acqua. Con il regista Marco Antonio Pani sarà presente anche Giovanni Masia, allevatore di Olmedo e protagonista di Panas. Il loro sodalizio artistico dura da vent’anni e prosegue nel 2025 con “Nèmos andando per mare”, rivisitazione dell’Odissea girata interamente in Sardegna e in lingua sarda. Sarà proiettata una breve sequenza del film, nella quale Masia, vent’anni dopo aver interpretato il pastore Totoi in Panas, veste i panni di Ulisse. Un passaggio simbolico tra due opere che, attraverso una leggenda e un poema, raccontano la Sardegna, la sua cultura e la sua lingua.
La mattinata si concluderà con un momento conviviale e con le conclusioni di Gian Paolo Desogus, presidente della Fondazione Seui, dedicate alle prospettive di valorizzazione di Seui e dell’Ogliastra attraverso un’offerta di turismo sostenibile. Il programma proseguirà nel pomeriggio con la visita a S’Omu de sa Maja e una caccia al tesoro nel centro storico, pensata per avvicinare grandi e piccoli al patrimonio storico e culturale del paese attraverso enigmi, indizi e prove. In serata, il museo ospiterà infine un appuntamento dedicato ai racconti e alle leggende della tradizione popolare, completando una giornata interamente dedicata alla memoria e all’identità culturale di Seui.
Il sindaco Fabio Moi:
“La presenza di IT.A.CÀ a Seui rappresenta un’occasione importante per ribadire una convinzione: il futuro turistico delle aree interne si costruisce lavorando insieme, superando i confini dei singoli Comuni e mettendo in rete territori che condividono storia, paesaggio, cultura e identità. La Barbagia di Seulo e l’Ogliastra interna hanno tutte le caratteristiche per diventare una vera destinazione di turismo lento e sostenibile: un patrimonio ambientale straordinario, musei, tradizioni, percorsi, produzioni locali e comunità profondamente legate ai propri luoghi. Noi non vogliamo trasformarci in borghi da visitare: siamo e vogliamo continuare a essere Paesi, comunità vive, abitate durante tutto l’anno, nelle quali il turismo deve integrarsi con la vita quotidiana e contribuire a creare opportunità, servizi e lavoro. Il nostro obiettivo non è costruire una vetrina, ma rafforzare le condizioni perché questi territori continuino a essere luoghi nei quali vivere, lavorare e costruire il proprio futuro. La sfida è trasformare le tante risorse che già possediamo in un’offerta organizzata e riconoscibile, capace di accompagnare il visitatore alla scoperta del territorio con i tempi del turismo lento, privilegiando l’esperienza, l’incontro con le comunità e la conoscenza autentica dei luoghi. È questa la direzione sulla quale dobbiamo continuare a lavorare insieme agli altri Comuni e agli operatori del territorio”.
L’apertura di Seui darà così il via ai nove giorni della tappa ogliastrina di IT.A.CÀ.
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IT.A.CÀ Migranti e viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile
Ideato nel 2009 da tre attori della cooperazione internazionale [YODA aps, Cospe Onlus, Nexus E–R] con sede a Bologna, IT.A.CÀ – che in dialetto bolognese vuol dire “it.a.cà” – sei a casa? e Itaca, l’isola di Ulisse (il leggendario viaggiatore e simbolo della cultura mediterranea) – oggi è una rete che ha coinvolto dalla sua nascita oltre 700 realtà locali, nazionali e internazionali. Attraverso centinaia di eventi sparsi sul territorio nazionale, il Festival invita a riflettere, in chiave critica, sul concetto di viaggio e ospitalità, sulle migrazioni e la cittadinanza globale, sulle disuguaglianze e lo sviluppo. In maniera creativa promuove una nuova etica del turismo volta a sensibilizzare le istituzioni, i viaggiatori, l’industria e gli operatori turistici per uno sviluppo sostenibile e socialmente responsabile del territorio.
Tutti i dettagli sul programma e sulle tappe del festival al sito ufficiale di IT.A.CÀ Migranti e viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile.
Crediti fotografici
Foto di copertina: I. Lobina.





