World Password day

Ogni utente deve ricordare in media nove password diverse. Negli ultimi dodici mesi, una persona su quattro è stata vittima di una frode informatica causata da una password debole. È questo il quadro del World Password Day 2019, la Giornata Mondiale della Password che si è celebrata il 2 maggio. La ricorrenza è stata istituita nel 2012 da un consorzio di aziende private, per stimolare la riflessione sulla difesa dei dati personali e diffondere una corretta informazione sull’argomento.


Lo studio della Nuance Communications

Quest’anno, qualche spunto di riflessione interessante arriva da Nuance Communications, una società statunitense specializzata nello sviluppo di software che, proprio in occasione della ricorrenza, ha pubblicato un sondaggio sulle abitudini degli internauti in fatto di password. Tra i dati più allarmanti ce n’è uno in particolare: a causa di password troppo deboli, negli ultimi 12 mesi una persona su quattro è stata vittima di una frode informatica da 1.700 euro in media.

Il presente delle password

I risultati dello studio condotto da Nuance Communications dicono che ogni utente gestisce in media 11 account online e utilizza 9 password diverse per effettuare l’accesso a ognuno di essi. I dati raccolti indicano, inoltre, che una persona su quattro dimentica le password almeno una volta al mese e il 28% di questo campione deve contattare, ogni tre mesi, il servizio clienti per recuperare le proprie credenziali d’accesso. Un dato sorprendente se si considera che, ancora oggi, in cima alla classifica delle password più usate, resiste la banale 123456, seguita da 1111111, qwerty, formata dalla prima parte delle lettere della tastiera, e zxcvbnm, formata dalla parte finale della tastiera. Ecco perché – nonostante la biometria non sia ancora una soluzione perfetta al problema della sicurezza dei propri dati – il riconoscimento delle impronte digitali e dei tratti del volto rappresenta una manna dal cielo per la maggior parte delle persone.

Il futuro delle password è la biometria

In futuro, il riconoscimento biometrico diventerà sempre più frequente e la maggior parte degli utenti accederà ai propri account tramite funzioni come il riconoscimento facciale o l’identificazione tramite impronte digitali. Attualmente, in tutto il mondo oltre 400 milioni di persone effettuano più di otto miliardi di autenticazioni biometriche ogni anno. I più abituati all’utilizzo della biometria sono gli utenti di età compresa tra i 18 e i 24 anni: sono quasi i due terzi (59%), rispetto a circa un consumatore su cinque (22%) di età pari o superiore ai 55 anni.


World Password Day: i consigli per rimanere al sicuro

Purtroppo l’autenticazione biometrica non è ancora una tecnologia accessibile a tutti né ovunque: su smartphone è ormai uno standard il cui utilizzo è assolutamente consigliato, ma su browser, e più in generale su computer, i lettori di impronte e gli scanner facciali non sono così comuni. In attesa che lo diventino, fa bene ricordare qualche consiglio per vivere meglio con le password che siamo costretti a tenere a mente.

World Password Day - Tweet Payal Bhagtani
World Password Day: “Tratta la tua password come il tuo spazzolino. Non permettere a chiunque altro di usarla, e procuratene una nuova ogni sei mesi”.

Innanzitutto le password non devono necessariamente essere brevi combinazioni casuali di simboli, ma possono anche essere basate su parole reali, a patto però che siano di lunghezza accettabile: una frase di media lunghezza (meglio se non di senso compiuto) è più facile da ricordare e più sicura di una sequenza di 6 simboli.

Chi fatica a ricordare le proprie chiavi d’accesso può inoltre approfittare dell’aiuto di appositi gestori di password, veri e propri portachiavi disponibili ormai per tutti i sistemi operativi – da Windows a macOS, passando per Android e iOS – e per i browser più utilizzati. Per chi, invece, non vuole rinunciare a utilizzare password di semplicità disarmante, il consiglio è di controllare sempre che i siti ai quali ci si collega supportino l’autenticazione a due fattori, che si basa sull’utilizzo congiunto di due metodi di autenticazione individuale (password o pin, token, biometria).

Maria Gabriella Depalo

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