Viktor Orban

Il primo ministro dell’Ungheria, Viktor Orbán, ha ottenuto “pieni poteri” dal Parlamento, sfruttando la pandemia da COVID-19, grazie all’instaurazione di uno stato d’emergenza a durata indeterminata.

Come Viktor Orbán ha ottenuto i pieni poteri

Lunedì 30 marzo il Parlamento ungherese ha approvato, con 137 voti favorevoli e 53 contrari, la legge di autorizzazione che conferisce al premier Viktor Orbán pieni poteri per contrastare l’emergenza Coronavirus.

Cosa prevede di preciso questa legge?

La legge prevede l’istituzione dello stato d’emergenza a tempo indeterminato, poteri straordinari al Premier, la sospensione immediata delle elezioni, 8 anni di carcere per chi viola il coprifuoco e da 1 a 10 anni di carcere per chi diffonde fake news sul Governo e sul virus – vale a dire coloro che criticheranno la gestione dell’emergenza sanitaria.

In pratica, Orbán potrà governare per decreto, cambiare o sospendere le leggi in vigore, sciogliere il Parlamento e bloccare le elezioni. Cosa più importante, solamente il Premier deciderà quando lo stato di emergenza sarà terminato.

L’opposizione ha tentato di far inserire nel testo un limite temporale di 90 giorni allo stato di emergenza, ma Orban ha rifiutato, sostenendo che:

Chi non vota questa legge è dalla parte del virus.

Intanto, negli altri Paesi UE…

Altri Paesi dell’UE, tra cui l’Italia, hanno proclamato lo stato d’emergenza, ma sempre con il limite temporale di massimo sei mesi. Proprio la durata illimitata del provvedimento viene vista con preoccupazione, tanto dalle opposizioni ungheresi quanto dall’Unione Europea.

Bertalan Toth, leader del partito socialista ungherese, ha affermato che:

Oggi inizia la dittatura senza maschera di Orbán.

Accusando il Premier di aver strumentalizzato l’emergenza sanitaria per accentrare sempre più potere nelle proprie mani fino ad attuare un vero e proprio golpe bianco.

Secondo l’International Press Institute, dal momento che le uniche informazioni ufficiali saranno fornite solamente dal Ministero della Salute, verranno perseguitati gli ultimi giornalisti indipendenti, attuando un ulteriore passo in avanti per porre fine alla libertà di stampa.

Quello che verrà a crearsi sarà un indefinito e incontrollato stato d’emergenza e darà ad Orban carta bianca per limitare i diritti umani – David Vig, direttore di Amnesty International Ungheria.

Peraltro, il provvedimento preso da Orbán appare del tutto sproporzionato in confronto all’andamento dell’epidemia in Ungheria, dove – stando alle cifre ufficiali – i contagiati sono poco più di 500 e i decessi una ventina, tutte persone anziane con patologie pregresse.

Le reazioni delle personalità politiche in Italia

In Italia, da un lato, l’operato di Orbán è stato accolto favorevolmente da Giorgia Meloni, che ha equiparato la decisione presa del Premier Ungherese alle misure adottate da Conte, e da Matteo Salvini che ha augurato:

Buon lavoro all’amico Victor Orbán e buona fortuna a tutto il popolo di Ungheria, un momento così difficile per tutti.

Dall’altro lato, si sono levate le voci degli esponenti del PD che hanno richiesto a gran voce un intervento dell’Unione Europea.

Il virus ha fatto ammalare la democrazia nel nostro continente. È inaccettabile, l’Europa deve far tornare indietro Orbán, un regime autoritario non può far parte dell’Unione Europea – Andrea Orlando.

Diciamo ad Orbán di combattere il Coronavirus, non la democrazia – Nicola Zingaretti.

Il rischio più alto, in questo momento è che l’esempio di Orbán venga seguito da altri Paesi dell’Est Europa. 

Gli altri Paesi sulla scia dell’Ungheria di Viktor Orbán

Infatti, per blindare il potere del Presidente Andrej Duda, con una legge straordinaria, il Sejm, Camera bassa di Varsavia, con 222 voti favorevoli e 214 contrari, ha detto sì alla modifica della legge elettorale per l’emergenza Covid-19: gli ultrasessantenni e i positivi al virus voteranno per corrispondenza. 

Dall’UE, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti umani ha affermato di seguire “con inquietudine” l’evoluzione politica in Ungheria e ha chiesto a tutti gli esecutivi di non abusare del Coronavirus per adottare misure liberticide.

Il Comitato Europeo per le libertà civili ha chiesto alla Commissione Europea di aprire un’inchiesta sulla violazione del principio di democraticità da parte di Budapest.

La Commissione europea sta valutando le misure di emergenza adottate dagli Stati membri in relazione ai diritti fondamentali, in particolare la legge votata in Ungheria sullo stato di emergenza e le nuove sanzioni penali per la diffusione di informazioni false – Didier Reynders, commissario alla Giustizia.

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Scritto da:

Virginia Taddei

Laureata in giurisprudenza e redattrice, nonché co-fondatrice di Inchiostro Virtuale.
Oltre a scrivere articoli, mi occupo dei social collegati alla webzine: twitter, facebook e instagram.
Potete contattarmi inviando una mail a v.taddei@inchiostrovirtuale.it