proteste venezuela maduro

Alla chiusura del topic mensile vi avevamo preannunciato alcune novità.

La redazione di Inchiostro Virtuale ha avviato una collaborazione con il blog Eco Internazionale, una interessante realtà (virtuale), luogo di dibattito e confronto, che ha l’ambizione di fare informazione circa le complesse dinamiche dell’odierno global disorder. Due volte al mese, quindi, arricchiremo i nostri contenuti con pezzi, sempre in linea con il nostro stile, ad opera dei nostri nuovi collaboratori. Allo stesso modo, due volte al mese, potrete trovare i nostri pezzi sulla piattaforma di Eco Internazionale.

Iniziamo questa collaborazione spostandoci dall’altra parte del mondo, proponendovi un pezzo di politica estera molto interessante.

Alzino la mano quelli di voi che sanno qualcosa riguardo la drammatica situazione che sta interessando il Venezuela da, ormai, troppo tempo a questa parte. Sicuramente se potessimo contare le mani alzate ne vedremmo poche. Ecco perché, con l’auspicio che, in attesa di una maggiore risonanza mediatica, si inizi a prendere coscienza di ciò che sta accadendo, abbiamo deciso di dare la parola a Daniele Monteleone, che ha esplicato in modo crudo ed impeccabile i rischi concreti e la realtà celata dietro il disinteresse delle reti nazionali.


Il 29 marzo 2017 è la data chiave che ha fatto esplodere il malcontento in Venezuela: in questo giorno l’Assemblea nazionale – che possiamo identificare come il parlamento – si è vista indebolita e privata della sua funzione di argine al potere presidenziale. La decisione della Corte Suprema ha duramente colpito l’Assemblea per la sua insistente opposizione all’operato del presidente Nicolas Maduro, in questi anni divenuto sempre più impopolare. Anche se la sentenza è stata annullata tre giorni dopo, il malcontento non è diminuito e nelle piazze si sono riversate migliaia di persone per protestare contro l’erede di Chavez. Nel frattempo Maduro continua a governare senza una seria considerazione parlamentare. Difficilmente la situazione potrà cambiare in maniera pacifica.

Il Venezuela sta attraversando una fase difficilissima della sua storia economica e politica.

Il paese nel centro delle Americhe ha più riserve di petrolio dell’Arabia Saudita e una popolazione di circa 30 milioni di persone, ma si trova nel mezzo di una recessione profonda, forse tra le più gravi nel mondo, causato in larga parte dal crollo dei prezzi del petrolio, settore in cui sono stati fatti grandi investimenti nazionali nell’ultimo decennio. Mentre in alcune città ci sono code agli alimentari come non se ne vedevano dal secondo dopoguerra, lo scontro politico tra governo e Assemblea non fa che aumentare la tensione in Venezuela, ormai sull’orlo di una rivolta popolare. Nicolas Maduro però resta saldamente al potere, difendendosi dagli attacchi dell’opposizione parlamentare e cercando di prendere tempo. L’annuncio di un’assemblea costituente del popolo ne è un tentativo.


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