Elezioni Thailandia principessa premier

C’è fermento in Thailandia per le elezioni del prossimo 24 marzo: la principessa Ubolratana Mahidol, sorella maggiore dell’attuale re Vajiralongkorn, stupisce tutti e si candida, ma viene subito bloccata dal fratello.

Quelle del prossimo 24 marzo saranno per la Thailandia le prime elezioni legislative dopo il colpo di stato del maggio 2014, quando una giunta militare aveva rovesciato il governo democraticamente eletto del primo ministro Yingluck Shinawatra e aveva vietato ogni attività politica per riportare l’ordine dopo mesi di proteste.

Nella storia della Thailandia, dal 1932, i militari sono intervenuti con ben 12 colpi di Stato e nel 2016 i cittadini hanno approvato una modifica alla Costituzione che ha conferito loro ulteriore potere e, allo stesso tempo, ha reso più difficile un ritorno dei membri del clan Shinawatra, facoltosa famiglia salita al potere per due volte, prima con il fratello Thaksin e poi con la sorella Yingluck, oggi entrambi in esilio, e per due volte rovesciata dai militari stessi.

Venerdì 9, nell’ultimo giorno possibile per registrare le candidature, il partito Thai Raksa Chart, considerato vicino all’ex premier Thaksin Shinawatra, con un colpo di scena ha annunciato che la 67enne Ubolratana Mahidol, sorella maggiore del re di Thailandia, correrà per diventare primo ministro del Paese.

Attrice e icona di stile, la principessa è molto popolare per la sua storia personale fuori dal comune.

Laureata al prestigioso Mit di Boston, rinunciò al titolo di principessa e alle sue prerogative reali nel 1972 per sposare un americano, compagno di università, da cui ebbe tre figli, di cui uno morto nel tragico tsunami del 2004. Lei stessa si definisce una semplice cittadina, perché formalmente non fa più parte della famiglia reale, anche se, tornata in Thailandia nel 2001, a seguito del divorzio occorso nel 1998, ha continuato ad essere riconosciuta dalle autorità statali come membro della famiglia reale con il titolo di “Figlia della Regina reggente”.

Donna colta e di spirito, la principessa vanta anche un passato da attrice in sceneggiati tv e film. Ha inoltre lanciato una fondazione a favore dei ragazzi tossicodipendenti ed ha un grande seguito sui social network dove, subito dopo l’annuncio, è entrato nei trend l’hashtag #LongLiveSlender, riferito ad una battuta recitata in uno dei suoi film.

Lei ha lasciato un messaggio su Instagram per i suoi sostenitori:

Ho accettato di concorrere alla carica di primo ministro per mostrare i miei diritti e la mia libertà, senza alcun privilegio.

La corsa politica della principessa rappresenta una scelta inedita, visto che quella della Thailandia è una monarchia costituzionale e nessun membro della famiglia reale è mai stato candidato politico. Per di più, la Thailandia ha delle leggi molto severe contro l’oltraggio alla corona e, anche se tecnicamente lei non è una “altezza reale”, questo potrebbe limitare la libertà degli avversari e della stampa.

La parola finale sulla validità della candidatura dovrebbe spettare alla Commissione elettorale, interpellata immediatamente dallo schieramento politico vicino alla giunta militare.

Ma la corsa della principessa è finita ancora prima di cominciare.

È intervenuto, infatti, il veto del re, che non ha mancato di elogiare la sorella per le sue attività caritatevoli che le hanno fatto conquistare l’amore del popolo e le hanno permesso di rinsaldare i legami familiari, ma ha anche sottolineato che:

Il coinvolgimento di un membro di alto livello della famiglia reale nella politica, in qualsiasi modo, è un atto in conflitto con le tradizioni, i costumi e la cultura del Paese, ed è da considerarsi estremamente inappropriato.

Sottolineando che la principessa deve restare superiore alla politica perché:

Anche se rinunciò al titolo, in base alle leggi reali, mantiene sempre il suo status e la sua posizione come membro della dinastia.

La candidatura si è così conclusa, con il ritiro, sabato 9 febbraio, da parte del partito che l’aveva proposta.

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Written by

Virginia Taddei

Laureata in giurisprudenza e redattrice, nonché co-fondatrice di Inchiostro Virtuale.
Oltre a scrivere articoli, mi occupo dei social collegati alla webzine: twitter, facebook e instagram.
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