Congo copertina

Nella nostra collaborazione con il blog Eco Internazionale, torniamo a dare spazio a quelle Violenze invisibili che flagellano i Paesi del terzo mondo e che, proprio perché non vengono poste all’attenzione mediatica, restano impunite.

Lasciamo la parola a Martina Costa, che spiega in modo crudo ma efficace in che misura e perché, stupri e aberranti atti di violenza sessuale, siano all’ordine del giorno nella Repubblica Democratica del Congo. Buona lettura!


Ho imparato a essere insensibile per poter curare pazienti che perdono urina e materia fecale dopo che lo stupro di gruppo le ha lacerate. Donne torturate con bastoni, coltelli, baionette esplose dentro i loro corpi rimasti senza vagina, vescica, retto. Ragazze alle quali devo dire: mademoiselle, lei non ha più un apparato genitale, non diventerà mai una donna.
(Denis Mukwege)

Questo è quello che succede alle donne della Repubblica Democratica del Congo (RDC), costrette a vivere ancora oggi nel timore di subire saccheggi, violenze o stupri di massa.

Gli stupri di guerra si sono sviluppati in seno alla guerra interetnica del Congo che, combattuta tra il 1996 e il 2003, è stata scalfita da guerre spietate, carestie e disumani atti razzisti compiuti contro la popolazione.

La guerra del Congo trova le sue radici nel genocidio del Ruanda del 1994, che, in appena tre mesi, causò l’esodo di oltre un milione di persone e la morte sistematica di circa 800 mila individui, massacrati dalle milizie filo-hutu. Nel 1994 in Ruanda l’odio etnico tra hutu e tutsi ha portato a un’operazione di pulizia etnica da parte degli hutu che successivamente furono costretti a trovare rifugio nella RDC. Riunitesi, poterono ricostruire le milizie, dando il via a un massacro che non è ancora terminato.

La guerra mondiale africana si è sviluppata con l’importante presenza degli agenti ruandesi che da sempre hanno cercato di prendere possesso dei ricchi giacimenti di metalli preziosi presenti nel paese. Oro, zinco, rame, coltan, quest’ultimo essenziale nella costruzione di apparecchi elettronici, sono le poche risorse che consentono al paese di sostenere i ritmi con l’economia internazionale. Per tale motivo, questa guerra fu contraddistinta dal saccheggio sistematico dei giacimenti di metalli preziosi che ha sottoposto la popolazione ad un regime oppressivo e violento.

Lo stupro cominciò ad essere praticato già nella prima guerra del Congo (1996 – 1997), ma continuò ad essere perpetrato sempre più violentemente anche nella seconda guerra del Congo (1998 – 2003).

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