SNSA - persone che si connettono ai social da smartphone
Sono trascorsi vent’anni, ormai, da quando il primo social fece il suo ingresso nel web. Nel 1997, infatti, dalla mente di Andrew Weinreich, nacque SixDegrees, basato sul principio dei sei gradi di separazione tra gli individui. 

Il social venne chiuso dopo soli quattro anni, ma tanto bastò per rivoluzionare il nostro modo di essere e pensare, con ripercussioni spesso negative. Noi ci concentreremo proprio su queste ultime, analizzando quello che, probabilmente, è il fenomeno più sottovalutato degli ultimi anni: la SNSA.

Indice dell’articolo
SNSA

Cosa è la SNSA? Definizione e caratteristiche

La SNSA, o Social Networking Sites Addiction, è una forma di dipendenza che spinge chi ne è affetto ad usare compulsivamente i social, per trarne gratificazione. Contrariamente ad altri tipi di dipendenza, come quella da Internet, non è tuttora ufficialmente riconosciuta: tra gli studiosi, infatti, c’è chi considera questo fenomeno una patologizzazione del comportamento, cioè il voler fare apparire a tutti i costi l’uso – seppur eccessivo – una vera e propria patologia.

Gli studi empirici, però, dimostrano che alcune persone usano i social in modo ossessivo-compulsivo, fatto che risulterebbe comprensibile ammettendo che si tratti di dipendenza e non di semplice abuso. La differenza tra abuso (provato occasionalmente da molti) e dipendenza, infatti, è che in quest’ultimo caso si verificano conseguenze negative, a volte anche molto gravi, proprio perché si è perso il controllo.

Detto ciò, vediamo le caratteristiche della SNSA!

Come riconoscere la dipendenza da social network?

Secondo alcuni studiosi, la SNSA si manifesterebbe con i sintomi della tossicodipendenza. Vediamoli!

Salienza

Gli addicted considerano i social una priorità, trascurando tutto il resto. Trascorrono molto tempo online e, quando non possono, desiderano ardentemente farlo (craving). L’importanza attribuita è così elevata, che pensano continuamente a ricavare più tempo per connettersi!

Alterazioni dell’umore

Possono essere sia una causa, sia una conseguenza della SNSA. Alcuni addicted, infatti, usano i social contro il malumore, mentre altri lo sviluppano a causa della dipendenza. Più avanti vedremo il perché!

Tolleranza

Gli addicted rimangono sempre più tempo online per ottenere la gratificazione iniziale.

Astinenza

È causata dalla brusca sospensione dell’uso dei social. Le crisi si manifestano con ansia e irritabilità, che portano al ripristino delle cattive abitudini (ricaduta).

Problemi

Possono verificarsi conflitti interiori ed esteriori. Gli addicted, infatti, si rendono conto di aver perso il controllo, tuttavia, non riescono a venirne fuori; ciò comporta problemi in famiglia, nella vita di coppia, a scuola o al lavoro. Inoltre, possono verificarsi incidenti quando usati in condizioni pericolose (alla guida, durante l’attraversamento stradale).

Come abbiamo visto, dunque, i sintomi sono molteplici e a dir poco preoccupanti. Lungi da noi, tuttavia, fare del terrorismo psicologico! La SNSA, infatti, è meno diffusa di quanto possa sembrare, nonostante l’ampio uso dei social. Vediamo alcuni dati per inquadrarla meglio!


SNSA: diffusione, cause e fattori di rischio

Benché sia difficile da studiare, la prevalenza globale della SNSA è stimata intorno al 12% e dipende da:

  • sviluppo economico. La prevalenza è maggiore nei Paesi sviluppati, tra cui la Cina: pensate che, in uno studio esaminante 335 studenti, il 34% era dipendente dal social Renren;
  • genere. La social-addiction è più diffusa tra le donne, che sentono il bisogno di rimanere in contatto con le altre, cercano comprensione e tentano di contrastare ansia e malumore;
  • età. La SNSA interessa soprattutto gli adolescenti, incapaci di autocontrollo. L’età più critica è quella tra i 14 e i 15 anni, come osservato in 10.930 adolescenti, provenienti da sei Paesi Europei.

Fattori di rischio della SNSA

L’abuso dei social è una condizione necessaria ma non sufficiente, affinché si sviluppi dipendenza. Sono coinvolti, infatti, anche fattori psicologici, socioculturali e di rinforzo del comportamento, e ciò spiegherebbe come mai, solo una parte di coloro che abusano dei social, diventa dipendente.

Fattori psicologici

La SNSA è più frequente negli ansiosi (che usano i social per ottenere supporto e sicurezza) estroversi, se si connettono da smartphone, introversi, se preferiscono il buon vecchio PC. Come se ciò non bastasse, entrano in gioco anche i cosiddetti bisogni innati. Secondo la teoria dell’autodeterminazione, infatti, i social soddisferebbero il bisogno di:

  • relazionarsi con gli altri (è lo scopo principale dei social);
  • appartenere ad una comunità (è prevista l’iscrizione a gruppi o liste);
  • essere apprezzati (è possibile ricevere mi piace, condivisioni e commenti);
  • avere il controllo della situazione (si può personalizzare il profilo);
  • essere autonomi (si può scegliere fra varie opzioni, senza dover rendere conto a qualcuno).

Un’alterazione di questi bisogni favorisce la SNSA: infatti, chi ha una bassa autostima, si sente solo o non riesce a rapportarsi faccia-a-faccia, cerca di compensare trascorrendo più tempo sui social, rischiando di svilupparla.

Fattori socioculturali

Rassegnamoci: siamo entrati nell’era dell’always on style dove, il connettersi come e quando si vuole, si dà per scontato. Le nuove generazioni (Millennials e Post-Millennials), cresciute in un mondo dipendente da Internet e nuove tecnologie, non riescono a immaginarsi una vita senza, rappresentando le vittime principali della SNSA. La presenza di genitori iperprotettivi (che preferiscono vedere i figli in casa anziché all’aria aperta, temendo possibili pericoli) favorisce, inoltre, lo sviluppo di questa dipendenza.

Rinforzo del comportamento

Ciò significa che, se l’uso dei social viene premiato, è molto più probabile che il soggetto continui a usarli per ottenere la ricompensa.

Ma quale ricompensa? 

  • Intrattenimento (chat, foto, video e giochi online);
  • popolarità (numero di contatti);
  • attenzione (visualizzazioni e condivisioni);
  • gradimento (mi piace e commenti positivi).

È pur vero, tuttavia, che se all’uso conseguono gli effetti negativi, come la noia o l’esclusione, allora sarà meno probabile che il comportamento si ripeta.


Come si sviluppa la SNSA?

I meccanismi alla base della SNSA sono complessi e ancora poco chiari. Sembra, tuttavia, che sia causata da cambiamenti nelle aree cerebrali che controllano il comportamento (sistema limbico).

Un recente studio infatti, dimostra che l’uso di Facebook influenza il volume di queste aree, coinvolte nello sviluppo delle dipendenze. Dopo aver tenuto sotto controllo 62 utenti Facebook, per 5 settimane, gli studiosi hanno constatato che, all’aumentare delle connessioni giornaliere, si riduceva il volume del nucleus accumbens, fatto che supporterebbe l’ipotesi dei social come causa di dipendenza.

La SNSA è diversa dalle altre dipendenze

La dipendenza derivante da questi ultimi, tuttavia, è differente da quella ottenuta, per esempio, con le sostanze o il gioco d’azzardo. È quanto emerge da uno studio, nel quale sono state riscontrate variazioni nell’amigdala e nella corteccia cingolata, ma non nel nucleus accumbens.

L’immagine illustra i risultati dello studio succitato, esaminante il comportamento di 20 utenti Facebook. I volontari (10 uomini e 10 donne) lo usavano mediamente da 4,7 anni e si connettevano 8,4 volte al dì.

SNSA - risultati dello studi di He et al. (2017)
Figura 1: risultati dello studio. Nelle figure A, B e C, possiamo osservare l’amigdala (in blu) e la corteccia cingolata (in giallo). Nei grafici D, E e F, invece, è riportata la variazione di volume delle aree suddette, in funzione del grado di dipendenza. Credits: Scientific Reports.

Effetti negativi della SNSA

A lungo andare, nonostante la gratificazione immediata, l’uso ossessivo-compulsivo dei social può essere deleterio. Vediamo cosa provoca!

Problemi relazionali

I social-addicted finiscono per isolarsi, sacrificando amicizie e relazioni sentimentali, e sono incapaci di sostenere conversazioni tête-à-tête. Come vedremo più avanti, inoltre, la mancanza di contatto umano li fa sentire soli, favorendo la comparsa di sintomi depressivi.

Insonnia

Essere costantemente online riduce la qualità e la durata del sonno, perché si tiene la mente impegnata fino a notte fonda. Oltre a provocare sonnolenza diurna, l’insonnia causa stress, ansia e depressione.

Deficit cognitivi

I deficit di attenzione, concentrazione e memoria, sono una conseguenza diretta dell’insonnia. Durante il sonno, infatti, elaboriamo le informazioni ricevute in giornata: quelle utili le teniamo, quelle superflue le scartiamo. Col tempo, quindi, l’insonnia riduce la capacità di elaborare le informazioni, peggiorando le prestazioni scolastiche e lavorative.

Ansia sociale

L’uso eccessivo dei social network favorisce lo sviluppo di ansia, come la FOMO (Fear Of Missing Out), cioè la paura di esser tagliati fuori dal divertimento quando siamo offline. Si sviluppa soprattutto a causa di Snapchat, in cui i post si cancellano dopo la visualizzazione e, perciò, spingono a stare sempre online per non perderli.

Depressione

Insonnia, stress e ansia, nonché l’isolamento costante, contribuiscono allo sviluppo di sintomi depressivi. Sembra, inoltre, sembra coinvolta anche l’impressione fatta agli altri, spesso sbagliata.

Dipendenza da smartphone

Si pensa che la SNSA possa far diventare dipendenti dallo smartphone, poiché quest’ultimo consente di:

  • accedere ai social (il 75% degli utenti Facebook si connettono da smartphone);
  • caricare contenuti multimediali (quanti di voi scattano foto per poi caricarle su Instagram?).

Come contrastare, dunque, la SNSA e i problemi associati?

Terapia della SNSA

Dal momento che la SNSA non è riconosciuta come una vera dipendenza, non esistono delle linee guida per trattarla. Oltre alla sensibilizzazione scolastica, gli interventi sono quelli previsti per le dipendenze comportamentali. Vediamoli!

Terapia cognitivo-comportamentale

Consiste nell’esplorare la psiche dell’individuo, ovvero come pensa, percepisce o parla del problema, per cercare di risolverlo.

Intervista motivazionale

Ha l’obiettivo di far capire al paziente gli effetti negativi della dipendenza, motivandolo al cambiamento.

Terapia farmacologica

Infine, si potrebbero somministrare i farmaci utilizzati nella dipendenza da Internet o videogiochi, quali il bupropione e l’escitalopram. Essi infatti, agendo rispettivamente sul segnale di dopamina e serotonina, riducono i comportamenti compulsivi.


E con questo è tutto, cari lettori. Se l’articolo vi è piaciuto, potrebbe interessarvi anche quello sull’uso di Internet in Cina, tra censure e siti alternativi ai nostri. Alla prossima!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia
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