Saint Lucia panoramica

Si avvicina il 13 dicembre, giorno in cui si festeggia Santa Lucia, che, nella tradizione bresciana, è colei che passa per tutte le case nella notte tra il 12 e il 13, in compagnia di un asinello, per distribuire i doni ai bambini buoni.


Per conoscere tutte le tradizioni e la storia di questa Santa, leggete l’articolo di Cristina, cliccando qui!


La scelta di una destinazione “in tema” è alquanto imbarazzante: solo in Italia oltre a Santa Lucia del Mela (provincia di Messina) e Santa Lucia di Piave (provincia di Treviso) ci sono almeno una ventina di altre frazioni con lo stesso nome, per non parlare di comuni sparsi in ogni angolo del mondo, dal Brasile alle Filippine passando dall’Europa. Se proprio siete curiosi… wikipedia informa!

Io però prediligo il clima caldo e, se dovessi proporre una vacanza natalizia, punterei senza alcun dubbio su una meta esotica. Per questo ho deciso di farvi conoscere… Saint Lucia, nei Caraibi, che non è un comune, ma un vero e proprio Stato.

Saint Lucia, panoramica

La storia

I primi a popolare l’isola furono gli arauachi che si installarono sull’isola tra il 1000 e il 500 a.C., sopraffatti poi dai Caribi Kalinago intorno all’800 d.C. Il nome dell’isola originario era Iouanalao o Hewanorra, ossia “isola delle iguane” e sembra non sia mai stata avvistata da Cristoforo Colombo. Si ritiene invece che il primo europeo a raggiungere l’isola sia stato l’esploratore spagnolo Juan de la Cosa (lo so, il nome fa un po’ ridere) intorno al 1500, mentre il primo ad occuparla fu il pirata francese François le Clerc, conosciuto come Jambe de Bois (gamba di legno), intorno al 1550 e Saint Lucia fu ribattezzata col nome della santa originaria di Siracusa.

L’isola, soprattutto a causa dell’importanza strategica del porto naturale di Castries, fu a lungo contesa tra Francia e Gran Bretagna, cambiando di proprietà per ben 14 volte tra il XVII e il XVIII secolo. Nel 1778 i britannici fondarono una base navale a Gros Islet e fortificarono Pigeon Island iniziando una serie di attacchi contro i Francesi, che sfociarono nella vittoria degli Inglesi durante la celebre battaglia di Les Saintes nel 1782. Nel 1794 Saint Lucia fu quadro della guerra dei briganti, che vide francesi e saint luciani, schiavi e liberi, rivoltarsi contro gli inglesi, la più lunga battaglia che l’isola conobbe e che fece 6000 morti tra la popolazione locale. Fu solo nel 1814 che i britannici riuscirono ad affermarsi definitivamente, con il trattato di Parigi.

Viene chiamata anche Elena dei Caraibi (ogni riferimento alla più famosa Elena di Troia NON è casuale), proprio per il suo continuo, anche se involontario, cambio di sovranità tra la Francia e l’Inghilterra. Chiare tracce della dominazione francese rimangono, in ogni caso, nei nomi dei centri e delle località dell’isola.
Dopo il lungo possedimento britannico, Saint Lucia fece parte per pochi anni (1958-1962) della Federazione delle Indie Occidentali. L’autogoverno arrivò nel 1967, ma solo il 22 febbraio 1979 l’isola raggiunse finalmente l’indipendenza ed entrò nel Commonwealth.

Da vedere assolutamente a Saint Lucia

Sono soltanto un nero caraibico che ama il mare
ebbi sana istruzione coloniale
ho in me l’olandese, il nero, l’inglese
e o sono nessuno, o una nazione.
(The Schooner Flightvv. 40-44).

Queste le parole dedicate a Santa Lucia dal creolo Derek Walcott, nato sull’isola nel 1930, Premio Nobel nel 1992 e scomparso nel marzo 2017.

Dopo aver parlato di storia è arrivato il momento di scoprire perché questo luogo va di diritto nell’elenco di “mete assolutamente imperdibili”. L’isola offre una ricca gamma di esperienze, adatte alle esigenze di qualsiasi visitatore: dal più pigro, desideroso di stendersi al sole, al più avventuriero e sportivo, amante della natura e non solo! E ce n’è anche per le famiglie.

Là sui monti… anzi sui vulcani!

L’isola è prevalentemente montuosa e di origine vulcanica come dimostrano la presenza di due rilievi: il Gros Piton (771 m) e il Petit Piton (743 m), anche se la cima più elevata è il Mount Gimie, con i suoi 950 metri.

Saint Lucia: Gros e Petit Piton
Gros e Petit Piton

I Pitons, o Deux Pitons, inseriti nei Patrimoni UNESCO per la categoria dei beni naturalistici e geologici, sono il il simbolo di Santa Lucia. SI tratta di due “neck”, ossia dei tappi lavici che un tempo si trovavano all’interno del camino del vulcano, enormi concrezioni solidificate e scolpite dal millenario lavorio degli agenti atmosferici. Sono ricoperti da un fitto manto tropicale rampicante e scendono a picco sul mare incorniciando una baia raccolta.

A connetterli c’è una cresta, il Piton Mitan, da cui fuoriesce regolarmente magma fluido. I Pitons costituiscono quasi due serre dalla straordinaria biodiversità vegetale e animale: 245 specie di piante e fiori, 27 specie di uccelli, dei quali 3 endemici, altrettanti roditori indigeni, e poi mammiferi, rettili e anfibi.

Spiagge cristalline

Manco a dirlo il pezzo forte di questa meta sono il mare e le spiagge che orlano l’isola e sono l’immagine perfetta di una vacanza ai Caraibi all’insegna di sole e relax.
Partendo dai succitati Pitons incontriamo una mezzaluna che si allarga dolcemente ai loro piedi, la Anse des Pitons, appunto. Il fondale antistante vanta un’articolata barriera corallina che fa da dimora a 168 varietà di pesci, 60 cnidaria (la famiglia delle meduse), e numerose spugne, echinodermi e via dicendo.

Saint Lucia: Anse Chastanet
Anse Chastanet

Poco più a nord troviamo l’Anse Chastanet Beach, sede di un prestigioso resort progettato dall’architetto Nick Troubetzkoy all’interno di un parco lussureggiante. Puntando ancora a settentrione lungo la costa occidentale si incontra Anse la Raye, teatro del fragoroso Friday Fish, un’adunata di pescatori locali che preparano all’aperto squisite pietanze marinare.
Poi ancora Marigot Bay, una profonda insenatura che nel 1967 fu il set del film Doctor Dolittle di Richard Fleischer, e definita dal Premio Pulitzer, James Albert Michener come la più bella dei Caraibi.

Saint Lucia: Marigot Bay
Marigot Bay

Si termina in cima con Vigie, presso la capitale Castries, la più lunga spiaggia dell’isola.

Scendendo sul lato orientale, bagnato dall’Atlantico, sono imperdibili la Grande Anse, famosa tra marzo ed agosto per l’avvistamento delle tartarughe liuto durante le prime ore del giorno, e infine Dennery Bay.
Ovviamente Saint Lucia è rinomata per le immersioni e lo snorkelinguna vera e propria palestra congeniale ai diver di tutti i livelli.

L’entroterra incantato

Se amate le vacanze all’insegna della natura e… dell’avventura, Saint Lucia è la destinazione su misura per voi. Spingendosi verso l’entroterra, si possono incontrare vallate incantate, foreste tropicali, cascate e… scopriamo insieme cos’altro ancora!

Iniziamo da Sulphur Springs Park,  complesso geotermico raggiungibile in fuori strada per un bagno caldo rigenerante, unico vulcano “drive-in” del mondo. Simile per certi versi alla superficie della luna, le Sulphur Springs non hanno un vero e proprio cratere, o un unico calderone di magma: qui si trova del fango bollente, ovvero fango di ribollimento, che si può osservare dalle piattaforme circondate da prese d’aria che liberano gas di zolfo.

Sulphur Springs Park
Sulphur Springs Park, St Lucia ©MDHarding

Un’altra visita particolarmente interessante è sicuramente quella ai Diamond Falls Botanical Gardens & Mineral Baths, che si trova a un miglio a est del centro di Soufrière. In questa antichissima tenuta, concessa da Luigi XIV a tre fratelli Devaux dalla Normandia per il riconoscimento dei loro servizi in Francia, si può passeggiare tra fiori e alberi tropicali. Oggi, l’azienda è ancora di proprietà dei discendenti dei tre fratelli: Joan Du Bouley Devaux.

Saint Lucia: Diamond Falls
Diamond Falls

Cespugli e arbusti con i fiori brillanti crescono sotto torreggianti alberi e percorsi di linea che portano ad una gola naturale. All’interno dei giardini botanici, l’acqua gorgogliante scorre da sorgenti sulfuree sotterranee fluisce in discesa in rivoli, formando la “cascata di diamanti”. Attraverso i secoli, le rocce su cui “casca” la Diamond Fall si sono incrostate di minerali e colorate di giallo, verde e viola. Uno scenario da favola, non vi sembra?

I bagni minerali risalgono, invece, al 1784, quando furono costruiti in cima a sorgenti di acqua calda per il refrigerio delle truppe del re Luigi XVI. Nel 1930 il sito è stato scavato da André Du Boulay e due dei bagni in pietra sono stati restaurati per il suo uso personale, mentre i bagni esterni sono stati aggiunti in seguito.

Infine, il Des Cartiers Rainforest Trail, nel sud dello stato, è uno dei luoghi migliori per osservare l’animale simbolo nazionale, vale a dire il Pappagallo di Santa Lucia. Ad oggi sopravvivono solo circa 500 esemplari di questo possente volatile, goloso di manghi, dalla livrea cangiante che passa dal blu elettrico del capo al verde fluorescente, quasi incendiato di rosso, del petto.

Saint Lucia Amazon (Amazona versicolor).
Saint Lucia Amazon (Amazona versicolor).

La Capitale

Castries è la capitale, nonché il principale centro commerciale di questa parte dei Caraibi. Caratterizzata da un’animata vita portuale, ogni giorno, specie in estate, vi attraccano navi da crociera. Allontanandosi di poco dal porto, ci si imbatte ben presto nella zona più vivace della città: il Castries Market, stracolmo di frutta, verdura e artigianato locale.

Castries St. Lucia
Castries St. Lucia

Sfortunatamente, la città, fondata dai francesi nel Settecento, è stata devastata per ben tre volte, tra il 1785 e il 1948, da incendi che ne hanno cancellato i pochi edifici storici. Tuttavia, la piazza principale (Derek Walcott Square) è sopravvissuta all’ultimo incendio e oggi si presenta circondata da edifici in legno, con gli elaborati balconi tipici, e dalla Cattedrale dell’Immacolata Concezione.

Proprio di fronte alla chiesa, fa bella mostra di sé una pianta secolare che, secondo le ultime stime, pare abbia 400 anni. Molto bella anche la Biblioteca Comunale, il cui stile è chiaramente vittoriano. Castries deve il suo nome a Charles Eugène Gabriel de la Croix, Marchese di Castries, ma il suo nome originario era Carneage ovvero “ancoraggio sicuro“, proprio per la conformazione del suo porto.

Forti e fortini!

Per gli appassionati di storia il Pigeon Island National Park è imperdibile. Tutela la piccola isola collegata alla sua vicina più grande mediante un istmo artificiale costruito nel 1972. Su un promontorio particolarmente scosceso e arroccato sorgono i resti di Fort Rodney, raggiungibile mediante panoramiche passeggiate, fatto edificare dall’omonimo ammiraglio inglese che nel 1778 aveva strappato agli indigeni questo avamposto naturale, sfruttato fin dal XVI secolo dal corsaro francese Jambe de Bois.

Saint Lucia: Fort Rodney
Fort Rodney

Notevole anche Morne Fortuné, una collina, alla lettera “della buona fortuna“, che si alza alle spalle della capitale, espugnata nonostante le fortificazioni installatevi dai Francesi, a fine 1700 dagli Inglesi e ribattezza in Fort Charlotte.

Tradizioni… culinarie

La tradizione gastronomica di Saint Lucia è quella tipica di tutta la zona caraibica, con alla base pesce fresco cucinato con diverse spezie, carne di pollo, riso, fagioli, verdura e frutta tropicale. Vi si riconoscono infatti ingredienti tipicamente “poveri” quali riso, mais, fagioli ed altri legumi, pollame e carne di maiale, pesce, frutta e verdura autoctone accompagnati da alimenti generalmente più costosi quali farine di grano, carne di manzo, crostacei e condimenti importati.

Saint Lucia: cucina creola
Piatto tipico creolo

A causa del clima caldo e, in tempi passati, dalla scarsità di legname, sono stati prediletti metodi di cottura rapidi quali fritture e grigliate, molto raramente la cottura in forno. In ogni caso frutti esotici ed il pescato fresco (per quanto qui, tradizionalmente, si consumi essiccato mediante sale) sono i protagonisti assoluti delle pietanze del paese. Uno dei piatti più popolari è il buyon, zuppa con pesce essiccato, carne, “platains”, ovvero banane da cottura, e le radici “dasheen” e “yams”.

Eventi

Il calendario di manifestazioni ed eventi è decisamente ricco e, ogni sera, riserva occasioni di divertimento e spensieratezza. In particolare si segnalano il Carnevale di Santa Lucia, fiumana colorata di danze sensuali e vestiti succinti che, a differenza di tutto il resto del mondo, si tiene nel mese di giugno.

Poco prima, tra aprile e maggio, ha luogo un’altra importantissima kermesse, il Saint Lucia Jazz Festival, nato nel 1992, che nel corso delle varie edizioni ha richiamato artisti di fama internazionale del calibro di Herbie Hancock, George Benson, Santana, Rihanna, Elton John, Amy Winehouse.


Dopo tutto questo, ditemi: seriamente, non vi è venuta voglia di prenotare il biglietto aereo per la… lacrima dei Caraibi?

Io vi aspetto al prossimo viaggio!
Annalisa A.

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