Mura di Pisa copertina

Dopo aver scoperto le curiosità (e le bellezze) di Piazza dei Miracoli, saliamo sulle Mura di Pisa e vediamo dove ci condurranno!


Se vi siete persi la prima parte del viaggio, fate un click qui.


La nascita delle Mura

Fin dal primo posizionamento delle pietre calcaree delle cave di San Giuliano, avvenuto dal 1154 al 1161 d.C., le Mura hanno sempre avuto grande importanza per la città. Le motivazioni per cui furono realizzate erano principalmente due: la prima era per proteggere la zona della cattedrale, che in quel periodo era interessata dal progetto di ampliamento. La seconda era di ovvia origine militare.

La particolare forma seguiva infatti l’andamento naturale dei corsi d’acqua presenti all’epoca, che fornivano già una sorta di protezione fisica alla città.

Le Mura di Pisa oggi

Il progetto di recupero è stato curato dall’Arch. Marco Guerrazzi del Comune di Pisa ed ha ridato alla città spazi da tempo dimenticati.

percorso mura di Pisa

Dal 18 maggio 2018 le mura sono aperte al pubblico: il percorso in quota, percorribile a piedi, è di circa tre chilometri, non presenta particolari difficoltà ed è accessibile anche con i cani (ovviamente al guinzaglio). Lungo il camminamento si incontrano torri e bastioni, passando sopra quattro antiche porte di ingresso alla città: Porta Nuova in Piazza dei Miracoli, Porta a Lucca, Porta San Zeno e Porta Calcesana.

Gli accessi sono quattro:

  1. Torre Santa Maria situata in Piazza Dei Miracoli dietro il Battistero, il più suggestivo ma, ahimè, l’unico non idoneo per i disabili.
  2. Torre Piezometrica, presso il polo universitario Fibonacci.
  3. Presso Piazza delle Gondole, un antico porto fluviale di Pisa.
  4. Torre di Legno, di recente costruzione, in Piazza Federico Del Rosso.

Prezzi e info si possono trovare nel sito ufficiale.

Oltre le Mura: Piazza dei Cavalieri

Anticamente era nominata Piazza delle Sette Vie in relazione al numero delle strade che vi confluivano, e costituiva il fulcro politico e amministrativo cittadino.

Piazza dei Cavalieri - Pisa
Piazza dei Cavalieri in una cartolina d’epoca

Piazza dei Cavalieri prende il nome dalla presenza, voluta dal granduca Cosimo I de’ Medici, del quartier generale dell’Ordine dei cavalieri di Santo Stefano. Non a caso, al centro della piazza c’è la statua di Cosimo I in veste di Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri.

Fu sempre Cosimo I, nel 1558, a commissionarne la ristrutturazione, incaricando Giorgio Vasari dei lavori. Ed ecco cosa è cambiato in questa Piazza!

Palazzo della Carovana

Sicuramente il più imponente fra gli edifici è Palazzo della Carovana, oggi sede dell’autorevole istituto Scuola Normale Superiore. L’aspetto del fastoso palazzo è frutto di una capillare ristrutturazione iniziata nel 1562 dal Vasari, sulla preesistente costruzione chiamata Palazzo degli Anziani, di cui se ne conservano tracce ai lati.

Palazzo della Carovana

La facciata rappresenta una fusione di diverse arti tra pittura, scultura e architettura. Si distinguono segni zodiacali, figure allegoriche, busti in marmo e stemmi. La doppia scalinata, realizzata da Giuseppe Marchielli, è del 1821. Al suo interno sono conservate sale affrescate del XIX secolo e tele cinquecentesche.

Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri

Situata a lato del Palazzo della Carovana, la Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri è stata progettata da Vasari in sostituzione della Chiesa di San Sebastiano alle Fabbriche Maggiori, demolita per agevolare la nuova costruzione.

Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri

La facciata in marmo bianco di Carrara è attribuita a Giovanni de’ Medici. Vi sono due iscrizioni che si riferiscono alla data di costruzione e alla realizzazione della facciata. Tra il 1683 e il 1691 furono associati due corpi laterali, utilizzati come spogliatoi dei cavalieri e magazzino. L’interno era originariamente ad aula unica.

Spiccano il soffitto ligneo dorato e due organi, rispettivamente di Onofrio Zefferini datato XVI secolo, e Azzolino della Ciaia del XVIII secolo. Di particolare interesse è la Lapidazione di Santo Stefano di Giorgio Vasari del 1571 e la Natività del Cristo del Bronzino datata 1564. Custodisce inoltre l’unica collezione di bandiere storiche moresche.

Palazzo della Canonica e Palazzo del Consiglio dei Dodici

Palazzo della Canonica, datato 1566, puntava a riunire in un solo edificio strutture già presenti, e si ipotizza essere sempre opera del Vasari.

A fianco si trova Palazzo del Consiglio dei Dodici, il cui nome cambiava a seconda della magistratura che ospitava. La facciata ha un intonaco in gesso rosato con decorazioni di marmo bianco. All’interno si conservano opere tra cui il busto di Ferdinando I e il frammento di un affresco dell’Assunta riconducibile alla scuola di Domenico Ghirlandaio.

Palazzo del Consiglio dei Dodici
Palazzo del Consiglio dei Dodici

Particolarmente nota è la Sala dell’Udienza, dal soffitto finemente intagliato in oro e le pareti completamente dipinte a tema marinaresco da Pietro Paolo Lippi e Antonio Giusti.

Palazzo del Collegio Puteano e Chiesa di San Rocco

Il Palazzo del Collegio Puteano venne realizzato tra il 1594 ed il 1598. La facciata è impreziosita di affreschi allegorici di Giovanni Stefano Marucelli.

Palazzo del Collegio Puteano e Chiesa di San Rocco

La piccola costruzione adiacente è la Chiesa di San Rocco, edificata sulla precedente Chiesa di San Pietro in Cortevecchia e ristrutturata nel 1575. L’interno preserva dentro delle nicchie decorazioni murali del XIII secolo, un Crocifisso del XVI secolo sull’altare maggiore, una terracotta policroma raffigurante la Madonna con Bambino. Sull’altare di sinistra c’è una pala di San Rocco di Giovanni Antonio Sogliani.

Palazzo dell’Orologio e Torre della Fame

L’edificio è il risultato dell’unione di due costruzioni tramite un arco che sorregge la struttura recante un orologio. In origine sorgeva a sinistra una casa-torre trasformata poi in sede del Capitano del Popolo, e a destra, collegata da un passaggio rialzato, si trovava Torre della Muda o Torre della fame.

Palazzo dell'Orologio

La torre, di proprietà della famiglia Gualandi, divenne carcere e nel 1289, ospitò e vi trovò la morte il Conte Ugolino della Gherardesca, personaggio nominato da Dante nel XXIII canto dell’Inferno. Il termine “muda” si riferisce alle aquile allevate nel comune di Pisa, che durante il cambio di piumaggio erano rinchiuse al suo interno.

Nel 1500 l’edificio fu trasformato in infermeria e chiamato Buonomo, in memoria di chi lo dirigeva. La facciata fu decorata con allegorie per celebrare il governo mediceo e nel 1696 fu aggiunta la torretta campanaria. Nel 1919 il Conte della Gherardesca l’acquistò, e diede incarico di aggiungere la quadrifora neogotica visibile sul lato sinistro della facciata.

Oggi la torre appartiene alla Normale. Le visite guidate, a ingresso gratuito, avvengono su prenotazione, per un numero massimo di 20/25 persone a visita. Per tutte le informazioni scrivete qui: torreugolino@sns.it.


Oltre a questo, impossibile non citare Tuttomondo, il Murales di Keith Haring, dipinto nel 1989 che, con i suoi 180 metri quadri, è il più grande d’Europa, e poi Piazza delle Vettovaglie, i Lungarni col Ponte di Mezzo, Casa Ammannati, dove nacque Galileo Galilei, e ancora Santa Maria della Spina, con la sua preziosa reliquia e… tanto tanto altro.

Ah, se non sapete cosa mangiare da queste parti, leggete l’articolo di Rosella!

Io vi aspetto alla prossima con l’ultima delle quattro Repubbliche Marinare: la Serenissima!

Annalisa A.


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Le Repubbliche Marinare
Amalfi
Genova

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Written by

Annalisa Ardesi

Giunta qui sicuramente da un mondo parallelo e da un universo temporale alternativo, in questa vita riparo pc e mi occupo di grafica pubblicitaria e comunicazione (che vuol dire tutto e niente). Sono una grammar nazi con la sindrome della maestrina, probabilmente in un’altra vita ero una signorina Rottermeier. Lettrice compulsiva, mi piace mangiare bene, sono appassionata di manga, anime e serie TV e colleziono Lego.
In rete mi identifico col nick Lunedì, perché so essere pesante come il lunedì mattina, ma anche ottimista come il “primo giorno di luce”.
In Inchiostro Virtuale vi porto a spasso, scrivendo, nel mio modo un po’ irriverente, di viaggi, reali o virtuali.
Sono inoltre co-fondatrice, insieme a Jessica e Virginia, nonché responsabile della parte tecnica e grafica del blog.
Mi potete contattare direttamente scrivendo: a.ardesi@inchiostrovirtuale.it