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Negli anni il formato MP3 è diventato sinonimo di musica. Tanto che i player musicali sono ancora chiamati “lettori MP3”, per indicare la capacità di riprodurre la musica digitale.

Ideato dal team di ingegneri di Leonardo Chiariglione (all’epoca vicepresidente del CSELT) con un finanziamento europeo, l’MP3 (Moving Picture Expert Group-Audio Layer III) è nato nel 1993 e si è diffuso come formato musicale. Grazie a questa compressione i file, un tempo in formato WAV, potevano essere abbastanza leggeri per essere condivisi nel web.


Ma l’MP3 è morto?

rip mp3 immagine

Il 23 aprile 2017, il Fraunhofer Institute for Integrated Circuits IIS, ha annunciato che sono stati dismessi definitivamente gli sviluppi relativi ad alcuni brevetti e licenze dell’MP3.

Si legge nel comunicato:

Ringraziamo tutti i nostri licenziatari per il loro grande supporto nel rendere l’MP3 il codec audio nel mondo, negli ultimi due decenni. Anche se oggi ci sono codec audio più efficienti, con funzioni avanzate disponibili, l’MP3 è ancora molto popolare tra i consumatori.

E i quotidiani hanno dato la notizia della morte dell’MP3, tranquillizzando comunque sul fatto che, quelli da noi in possesso, continueranno a funzionare.


L’MP3 è ancora vivo!

Questa, però, non è la prima volta che l’MP3 è stato dato per spacciato. La prima dichiarazione di morte (che non ebbe la stessa visibilità) distrusse l’industria musicale e cambiò il modo di fruire della musica.

Dopo i primi articoli e gli annunci della morte del formato audio MP3, tuttavia, si è fatta leggermente marcia indietro. La Fraunhofer infatti, dopo il comunicato del 23 aprile, il 18 maggio ha dovuto precisare che l’MP3 è un formato che continuerà ad esistere, e che semplicemente il laboratorio tedesco di psicoacustica ha smesso di aggiornare e sviluppare il formato. Così come riportato dall’Internazionale:

In realtà l’MP3 sta benissimo, è solo scaduta la licenza d’uso negli Stati Uniti (in Europa lo era da diversi anni) e quindi le aziende del settore musicale possono usare questa tecnologia senza pagare una licenza. Il Fraunhofer Institute ha quindi deciso di interrompere il supporto al progetto MP3 e concentrarsi su nuovi standard audio.

Insomma, siccome alcune licenze dei brevetti (attenzione, non tutte) sono diventate libere, e non vengono versati più soldi nelle tasche della Fraunhofer e del suo inventore, questi non lavoreranno più sul formato, dedicandosi ad altri più redditizi, come l’AAC.

immagine aac vs mp3

Il colosso Apple, pur avendo contribuito alla popolarità del formato, ne ha al tempo stesso segnato la morte; dal lancio di iPod, nel 2001, non passò infatti molto tempo prima che Apple decise di abbandonare il formato MP3 per l’AAC, ritenuto già superiore nel corso del 2003. Ed è proprio il formato AAC che di fatto ha decretato la fine dell’MP3, perché considerato superato dall’Istituto Fraunhofer.

L’MP3, però, rimarrà indiscutibilmente un vero mito dei primi anni 2000. Nato originariamente per trasmettere la voce sulle linee telefoniche, è rimasto sostanzialmente ignoto fino all’applicazione che ne ha esaltato la sua utilità: il file sharing, spesso pirata, di brani musicali. E da qui il successo che ha portato il formato in tutto il mondo.


La tecnologia, da quando è nato il formato musicale “tascabile” ha fatto passi da gigante e, ora, strizza l’occhio alla realtà virtuale che sembra ormai voler dominare il panorama musicale.

È giunto il momento di mandare in pensione il caro vecchio MP3 e rendersi conto che il futuro è dello streaming, non dei file in una cartella dell’hard disk.

Maria Gabriella Depalo

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Maria Gabriella Depalo

Mi chiamo Maria Gabriella Depalo, sono nata in piccolo paesino del nord barese affacciato sul mare e sono laureata in Informatica.
Sono la "scienziata" del gruppo e mi dedicherò principalmente ad argomenti di tipo scientifico/tecnologico.
Spero vivamente di riuscire a coinvolgervi tutti nelle mie passioni.
Potete contattarmi scrivendo a: mg.depalo@inchiostrovirtuale.it