Milena Canonero

Cosa hanno in comune film come Arancia Meccanica, La mia Africa, Marie Antoinette e Grand Budapest Hotel? Senza dubbio si tratta di pellicole entrate (più o meno di recente) di diritto nella storia del cinema; quattro film di grande successo, che probabilmente molti di voi avranno visto e amato. Il filo conduttore tra questi iconici film ha un nome: Milena Canonero. La pluripremiata costumista italiana, adottata dagli Stati Uniti, ha contribuito, grazie ad un uso sofisticato, e al tempo stesso pop, dei costumi cinematografici, a rendere indimenticabili i protagonisti di moltissimi film.  Basti pensare che personaggi cult come Alex DeLarge, Barry Lyndon e Jack Torrance non sarebbero stati gli stessi senza la fortunata collaborazione tra Stanley Kubrick e Milena Canonero.

                      arancia meccanica                   barry

                                                 shining

Un percorso professionale incredibile quello della costumista italiana, costellato da grandi successi: nove nomination agli Oscar, quattro statuette vinte, sette candidature e tre vittorie per i BAFTA awards (che per chi non lo sapesse sono gli equivalenti britannici degli Oscar), un David di Donatello, tre Nastri d’Argento e il recentissimo Orso d’Oro alla carriera al Festival di Berlino 2017.

Milena Canonero è tra le eccellenze italiane della cinematografia internazionale. Nata a Torino nel 1946, studia storia dell’arte e del costume a Genova, si trasferisce a Londra e grazie all’incontro con Stanley Kubrick ottiene il suo primo incarico da costumista per Arancia Meccanica. Questo l’inizio della collaborazione tra la costumista e il celebre regista, che la porterà alla vittoria del suo primo Oscar per i costumi del film Barry Lyndon. I due collaboreranno una terza volta per il capolavoro indiscusso Shining. L’artista torinese ha più volte dichiarato di dovere tutto al cineasta statunitense. Kubrick le ha certamente permesso di diventare conosciuta per le sue doti a livello planetario.  Sono molti i nomi altisonanti ad aver usufruito dello strabiliante talento di Milena Canonero, cineasti del calibro di Francis Ford Coppola, Sydney Pollack, Roman Polanski e Wes Anderson. Proprio Anderson le ha permesso la vittoria dell’ultimo Oscar nel 2015 per i costumi del visionario e coloratissimo Grand Budapest Hotel. Costumi divertenti e curati nei minimi particolari, in perfetta linea con l’eccentrico e fiabesco stile del regista, con il quale ha collaborato anche per il film Le avventure acquatiche di Steve Zissou (come non ricordare il cappellino rosso di Bill Murray!) nel 2004 e Il treno per Darjeeling nel 2007.

                                           

                                              

Attraverso i suoi costumi, da quelli delle ricostruzioni storiche a quelli di fantasia, da quelli inquietanti e sinistri a quelli allegri e delicati, tutti gli abiti e gli accessori portati sul grande schermo da Milena Canonero sono stati in grado di lasciare un segno, armonizzandosi alla perfezione con le storie e contribuendo enormemente al successo delle pellicole, ragalandoci una magistrale caratterizzazione dei personaggi, trasformando gli attori in meravigliose “maschere” moderne. Chi non ha stampati nella memoria i costumi di Alex DeLarge e dei suoi drughi, con i loro cappelli e le immancabili bretelle? Chi non ricorda gli abiti di Meryl Streep e Robert Redford nel film La mia Africa? O più recentemente gli abiti sontuosi, ricchi di dettagli quasi ipnotici in cui appare Kirsten Durst in Marie Antoniette? Abiti e accessori sfarzosi e quasi “accecanti” che hanno avuto di certo un ruolo dominante nel successo del film di Sofia Coppola. Questi sono solo alcuni esempi dello straordinario lavoro di Milena Canonero, la regina italiana dei costumi; vi lascio con una gallery che ripercorre alcune tra le sue collaborazioni più importanti.

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