Mimì la Bohème

Si, mi chiamano Mimì, ma il mio nome è Lucia.

Inizia così l’aria “Mi chiamano Mimì”, forse la più celebre tra le arie dell’opera “La Bohème”, che vede protagonisti Lucia, detta Mimì, e Rodolfo, prede di un amore sconfinato.

La prima di questa straordinaria opera fu ben centoventitré anni fa e proprio il primo di Febbraio, a Torino, dunque proprio perché oggi ricorre l’anniversario, ho deciso di dedicare a Giacomo Puccini ed a Mimì questo articolo, perché, non so voi, io penso che le opere liriche siano vere opere d’arte.


La Bohème

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Forse non tutti sanno che la Bohème di Puccini non è propriamente un’opera originale, ma piuttosto prende spunto dal romanzo di Henri Murger “Scene della vita di bohème“. Puccini ci mise ben tre anni per completarla, per via delle difficoltà di adattare il testo alla musica ed, alla fine, quando l’opera vide la luce nel 1896, fu un completo fiasco.

La critica massacrò l’opera in maniera feroce, sebbene la reazione del pubblico fosse un po’ più lusinghiera. Ovviamente ci volle molto poco prima che cambiasse idea, consacrandola a capolavoro.


Mimì e Rodolfo

I protagonisti dell’opera sono Mimì e Rodolfo. Lei è una ricamatrice e lui un poeta squattrinato che vive assieme ai suoi amici bohèmiens ed il loro incontro avviene a causa di un lume spento. Mimì, infatti, bussa alla porta dei suoi vicini di casa per chiedere la cortesia di riaccendere il lume; ad aprire è Rodolfo, che rimane folgorato da lei.

La tragedia, ahimè, è dietro l’angolo. Mimì è malata di tubercolosi e dunque l’amore con Rodolfo è destinato a finire.


Adolf Hohenstein

Ad occuparsi di tutte le illustrazioni dell’opera, a partire dalla locandina, fu Adolf Hohenstein, un illustratore, pubblicitario e pittore russo. I suoi manifesti sono considerati vere e proprie opere d’arte.

Hohenstein fu illustratore non solo della locandina de “La Bohème” e di alcuni bozzetti riguardanti l’opera, ma anche della “Tosca” nel 1899…

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… e di “Madama Butterfly”, sempre di Puccini.

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Inoltre illustrò opere di Richard Wagner, Giuseppe Verdi e Pietro Mascagni.

Ovviamente le illustrazioni di Hohenstein non furono circoscritte alle opere liriche e di teatro. Celebri sono i suoi manifesti pubblicitari per il Corriere della Sera e Campari.

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Nel secolo scorso le locandine ed i manifesti pubblicitari spopolavano, soprattutto quelli che pubblicizzavano sigarette e tabacco, ai quali ho dedicato un articolo. Se ve lo siete perso, lo trovate qui.


Maria Callas e le altre

La Mimì per eccellenza, nonostante le innumerevoli rappresentazioni, è lei, Maria Callas. La sua interpretazione è tra le più celebri ancora oggi, (eccovela qui, se volete ascoltarla) ovviamente non solo della Bohème. La Callas ha interpretato alcune delle arie liriche più belle ed intense, ed ancora oggi a più di quarant’anni dalla sua scomparsa resta, nell’immaginario, la regina della lirica.

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Tra le innumerevoli arie da lei interpretate, Casta Diva, tratta dall’opera “Norma” di Bellini, è in assoluto la mia preferita, mi colpisce al cuore. Se non la conoscete o avete voglia di risentirla, la trovate  qui


Altra celebre interprete di Mimì fu Mirella Freni che la interpretò per la prima volta nel 1963 e, più recentemente, nel 2012, a dar vita a Mimì è stata Angela Gheorghiu.

Tra gli interpreti di Rodolfo impossibile non citare Luciano Pavarotti e Placido Domingo.


Giacomo Puccini

Ma dopo tanto aver parlato dell’opera, cosa sappiamo del suo compositore? Ebbene, Giacomo Antonio Domenico Michele Secondo Maria Puccini, noto soltanto (e per fortuna) come Giacomo Puccini, nasce a Lucca e deve la sua passione per la musica al padre, benché non abbia davvero avuto modo di conoscerlo a causa della prematura morte del genitore.

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Studente meno che mediocre, in età adulta trova la sua dimensione solo nelle sue opere. Tra le più celebri troviamo La Bohème, Tosca, Madama Butterfly e l’incompiuta Turandot.

A Puccini venne infatti diagnosticato un tumore inoperabile; nonostante ciò venne comunque sottoposto ad un’operazione sotto anestesia locale, dalla quale però non si riprese mai, morendo pochi giorni dopo. A terminare la Turandot furono Arturo Toscanini e Franco Alfano. Non tutti sanno però che, la sera della prima, Toscanini interruppe la rappresentazione sull’ultima nota che Puccini scrisse di suo pugno, decidendo di non andare oltre e di non eseguire il resto dell’opera.


Giacomo Puccini a Nakasaki

Nella città giapponese di Nakasaki è presente una statua che rappresenta il celebre compositore italiano. È stata un dono della città di Lucca, ed in particolare della Fondazione Festival Puccini, in occasione della rappresentazione di Madama Butterfly che si è tenuta nella città di Tokyo nel 2001.

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Ebbene, siamo giunti alla fine di questo atipico articolo all’insegna di Puccini e della musica lirica che, diciamolo, è una forma d’arte a sé stante, con mille sfaccettature e mille voci e che ha tanto da dire, ma che purtroppo non sempre, ai nostri giorni, è apprezzata come merita. 

Alla prossima.

Serena Aiello

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Written by

Serena Aiello

Ex studentessa ormai (e finalmente) laureata, lettrice vorace e scrittrice per diletto. Raramente mi interesso ad un solo argomento, mi piace scoprire nuove cose e mi piace confrontare le mie idee con quelle degli altri, cosa che spero accadrà con i miei articoli.
Potete contattarmi scrivendo a s.aiello@inchiostrovirtuale.it