immagine katherine_johnson copertina

In un periodo in cui le leggi razziali la facevano da padrone, Katherine Johnson, una donna afroamericana amante dei numeri e dei calcoli, è riuscita a entrare prepotentemente nella storia dei lanci spaziali, subentrando in un mondo che, fino ad allora, era stato dominato soltanto da uomini.

Chi era Katherine Johnson?

Nata a White Sulphur Springs, West Virginia, nel 1918, Katherine Johnson si rivelò essere un genio della matematica sin da bambina. Diplomata alle scuole superiori a soli 14 anni, fu notata da un docente della sua università, la West Virginia State University, che la invitò a seguire corsi avanzati di matematica analitica ideati su misura per lei. A 18 anni si iscrisse al college, dove si specializzò ulteriormente seguendo vari corsi e, grazie al suo professore e mentore, WW Schieffelin Claytor, divenne la terza afroamericana a conseguire un dottorato in matematica.

Intorno al 1952 un parente le parlò di posizioni aperte nella sezione del West Area Computing, presso il laboratorio Langley del National Advisory Committee for Aeronautics (NACA). Katherine decise di trasferirsi col marito e la famiglia a Newport News, in Virginia, per cogliere l’occasione, e iniziò a lavorare a Langley nell’estate del 1953.

Il lavoro alla Flight Research Division

A sole due settimane dal suo incarico in ufficio, Dorothy Vaughan, matematica come lei e prima programmatrice afroamericana dell’epoca, assegnò Katherine a un progetto nella sezione Maneuver Loads della Flight Research Division, passando così da un contratto a tempo determinato ad uno effettivo. Trascorse i successivi quattro anni ad analizzare i dati dei test di volo e lavorò sull’indagine di un incidente aereo causato dalla turbolenza della scia. Fu in questo periodo che suo marito morì di cancro, lasciandola vedova e con due bambini ancora piccoli sulle spalle da crescere.

immagine katherine_johnson al lavoro

Il lancio nel 1957 del satellite sovietico Sputnik cambiò per sempre la storia e, soprattutto, la vita di Katherine Johnson. Il suo compito era, insieme ad altri analisti e matematici, calcolare la giusta traiettoria da seguire per la missione Freedom 7  Alan Shepard, ossia il primo lancio nello spazio degli statunitensi nel 1959.

Nel 1960, insieme all’ingegnere Ted Skopinski, fu coautrice di Determination of Azimuth Angle at Burnout for Placing a Satellite Over a Selected Earth Position, un rapporto che illustra le equazioni che descrivono un volo spaziale orbitale in cui è specificata la posizione di atterraggio del veicolo spaziale. Era la prima volta che una donna della divisione di ricerca di volo riceveva credito come autrice di un rapporto di ricerca.

Johnson e le missioni lunari

Nel 1962, mentre la NASA si preparava per la missione orbitale di John Glenn, la Johnson fu chiamata a fare il lavoro per il quale sarebbe diventata più famosa. La complessità del volo orbitale aveva richiesto la costruzione di una rete di comunicazioni mondiale, collegando stazioni di localizzazione in tutto il mondo ai computer IBM a Washington, Cape Canaveral in Florida e Bermuda.

I computer erano stati programmati con le equazioni orbitali che avrebbero controllato la traiettoria della capsula nella missione di Glenn’s Friendship 7 dal decollo allo splashdown, ma gli astronauti non si fidavano nell’affidare le proprie vite a delle macchine elettroniche, le quali funzionavano ancora a singhiozzo e molto spesso divenivano inutili a causa dei frequenti blackout.

E così, come riportato anche nel film “Il diritto di contare” in cui si racconta ciò che successe in quei momenti, ormai storici, l’astronauta John Glenn chiese davanti a tutti gli ingegneri presenti di “chiamare la ragazza” e affidare a lei e soltanto a lei i calcoli e le equazioni che erano state effettuate in precedenza con l’uso dei calcolatori.

Se la ragazza dice che i calcoli sono giusti, allora sono pronto per partire!

Il volo orbitale di Glenn fu un successo e segnò una svolta nella competizione tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica nello spazio.

Katherine Johnson fu anche artefice dei calcoli che hanno contribuito a sincronizzare il modulo lunare del Progetto Apollo con il modulo di comando e servizio in orbita lunare. Ha anche lavorato allo Space Shuttle e al Satellite Technology Resources Satellite (ERTS, in seguito ribattezzato Landsat) e autrice di 26 rapporti di ricerca.

Si ritirò nel 1986, dopo 33 anni a Langley.


A proposito delle missioni lunari, vi consigliamo di leggere “L’altra faccia della Luna: curiosità sull’allunnaggio“.


Gli ultimi anni

Nel 2015, all’età di 97 anni, Katherine Johnson è stata convocata alla presenza del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il quale le ha assegnato la medaglia presidenziale per la libertà, la più alta onorificenza civile americana.

Si è spenta il 24 febbraio 2020.

immagine Katherine Johnson morte

L’amministratore della NASA James Bridenstine di lei ha detto:

La nostra famiglia della NASA è triste nel sapere la notizia che Katherine Johnson è deceduta questa mattina a 101 anni. Era un’eroina americana e la sua eredità pionieristica non sarà mai dimenticata.

Maria Gabriella Depalo

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Scritto da:

Maria Gabriella Depalo

Mi chiamo Maria Gabriella Depalo, sono nata in piccolo paesino del nord barese affacciato sul mare e sono laureata in Informatica.
Sono la "scienziata" del gruppo e mi dedicherò principalmente ad argomenti di tipo scientifico/tecnologico.
Spero vivamente di riuscire a coinvolgervi tutti nelle mie passioni.
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