L’inverno è arrivato! Potrebbe sembrare una citazione presa da Game of Thrones (e di fatto lo è), ma l’inverno è arrivato, eccome, ed ha portato gelo e neve pure in Sicilia (incredibile ma vero, ogni tanto capita anche qui di vedere la neve o nevischio che dir si voglia).

A proposito di Game of Thrones la nostra Lune è andata alla scoperta dei luoghi dov’è stata girata la serie e, restando in tema di inverno, ci ha portato sul set del Grande Nord. L’articolo lo trovate qui.


Amante quale sono del freddo e del clima invernale, ho fatto i salti di gioia al calare delle temperature e, dato che amo l’arte almeno quanto amo l’inverno, non ho potuto fare a meno di chiedermi come e quali artisti abbiano reso omaggio a questa stagione, magari poco amata dai più, ma sempre tanto suggestiva.

Scopriamolo insieme!


La gazza di Monet

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La gazza, Claude Monet, 1868 (Musée d’Orsay, Parigi)

Iniziamo questo viaggio invernale con Claude Monet e la sua gazza. L’opera ritrae un paesaggio completamente innevato in perfetto stile impressionista. La neve appare così soffice che quasi ci sembra di poterla toccare. In mezzo a tanto bianco, spicca la gazza appollaiata su di una staccionata. Ci sembra palpabile il silenzio che avvolge l’intera scena, catapultandoci all’interno dell’opera, come se ci trovassimo lì assieme alla gazza.


La Nevada di Goya

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Nevada, Francisco Goya 1786 (Museo del Prado, Madrid)

Dal paesaggio idilliaco di Monet, passiamo a quello aspro dipinto da Francisco Goya nella sua Nevada (La Tempesta di neve). Al centro della scena ci sono tre personaggi che stanno viaggiando, scortati, o così pare, da due individui, uno dei quali armato. Un asinello ed un cane completano la scena, nella quale entra di prepotenza anche la neve e soprattutto il vento, che scuote gli alberi e pare trascinare via i protagonisti della scena. Qui non si “ode” il silenzio, al contrario ci sembra di sentire l’ululare del vento ed il freddo pungente.

Un inverno decisamente differente da quello di Monet.


Il Paesaggio invernale di Bruegel

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Paesaggio invernale, Pieter Bruegel il Giovane, 1565 (Museo reale delle belle arti del Belgio, Bruxelles)

Altro quadro, altro inverno. Si tratta di Paesaggio invernale, dipinto di Pieter Bruegel il Giovane e ritrae un villaggio fiammingo nel bel mezzo dell’inverno. La scena rappresentata dall’alto ci mostra parte del villaggio ed i suoi abitanti intenti pattinare sul ghiaccio e a divertirsi.


Forse non sapevate che…

Il pittore Pieter Bruegel il Giovane fu così soprannominato perchè figlio di Pieter Bruegel il Vecchio, artista anche lui ed autore di Cacciatori nella neve, un quadro che potrebbe quasi sembrare parallelo a questo e che ritrae dei cacciatori con i loro cani di ritorno al villaggio dopo una battuta di caccia. Dalla loro posizione in alto su una collinetta innevata, possiamo vedere gli abitanti del villaggio intenti a pattinare sul lago ghiacciato.

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Cacciatori nella neve, Pieter Bruegel il Vecchio, 1565 (Kunsthistorisches Museum, Vienna)

Anche il secondogenito di Bruegel il Vecchio, Jan Bruegel, seguì le orme paterne diventando un artista e venne soprannominato anch’egli il vecchio, per distinguerlo da suo figlio Jan Bruegel il Giovane…

Che dire, in famiglia avevano decisamente poca fantasia in fatto di nomi, ma decisamente molto talento.


L’inverno di Friedrich

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Winter Landescape with church, Caspar David Friedrich, 1811 (Museum für Kunst und Kulturgeschichte, Dortmund)

Quest’opera di Caspar David Friedrich è forse una tra le più suggestive. Winter landescape with Church ci mostra un paesaggio completamente innevato. Un albero e delle rocce in primo piano danno un tocco di colore in mezzo al bianco della neve ed al grigio del cielo. In lontananza in quella che pare nebbia intravediamo una struttura. Potrebbe quasi sembrare un castello, ma il titolo dell’opera ci ricorda che invece si tratta di una chiesa.

Tutto di quest’opera grida al Romanticismo e di fatti Friedrich è considerato il maggiore esponente di questo movimento, soprattutto grazie al suo celeberrimo quadro Viandante sul mare di nebbia, che è praticamente il manifesto del Romanticismo tedesco.

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Viandante sul mare di nebbia, Caspar David Friedrich, 1811 (Hamburger Kunsthalle, Amburgo)

Notte d’inverno di Munch

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Notte d’inverno, Edvard Munch, 1901 (Kunsthaus Zürich, Zurigo)

Edvard Munch è uno di quegli artisti che arriva dritto al cuore ed in genere lo fa con pugno. Non è il caso della sua Notte d’inverno (o Notte Invernale) che ha invece una delicatezza ed una magia tutta particolare trasportandoci in un paesaggio nordico che pare quasi fiabesco.


L’inverno di Kandisky

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Winter Landescape, Wassily Kandisky, 1909 (Saint Petersburg Hermitage Museum, San Pietroburgo)

Terminiamo questo viaggio con l’inverno secondo Wassily Kandisky, un inverno assolutamente unico e pieno di colori. Si tratta di Winter Landescape e pare più un arcobaleno. Il giallo, il verde, il blu predominano e rendono tutto più vivo e magico. Perfino la neve non ha il suo normale colore bianco, ma è colorata. Kandisky ancora una volta è capace di sorprenderci e di capovolgere le consuetudini.


Il nostro viaggio alla scoperta dell’inverno artistico più bello si conclude qui, ma prima di farlo vorrei citare un ultimo artista che fa dell’inverno e della neve la sua tela. Si tratta di Simon Beck, uno degli Snow Artist più famosi al mondo ed è proprio a lui che ho dedicato un articolo. Cliccate qui per leggerlo.

Alla prossima!

Serena Aiello

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