Pellegrini ai Mondiali di Gwangju

I Mondiali di Nuoto di Gwangju sono stati i migliori di sempre per l’Italia. Scopriamo i protagonisti principali della spedizione azzurra.

I Mondiali di nuoto di Gwangju sono terminati da una settimana e, senza paura di essere smentiti, possiamo definirli come la miglior edizione di sempre per la Nazionale Italiana. I numeri non mentono: 4 ori, 6 argenti e 5 bronzi, sono un inedito per l’Italia e testimoniano come il movimento non sia trascinato da poche eccellenze “piovute dall’alto” ma si stia consolidando a determinati livelli.

Avevamo già raccontato come, prima di Fioravanti e Rosolino, mancasse un acuto olimpico e come dopo il loro exploit il nuoto italiano abbia continuato la sua ascesa, che attualmente ha raggiunto vette inesplorate ma che speriamo non ne costituiscano l’apice. D’altronde possiamo ben sperare, perché se, Gwangju 2019 è stato l’ultimo Mondiale di un fenomeno come Federica Pellegrini, ci sono tante nuove leve che promettono di colmare il vuoto che la miglior nuotatrice italiana di sempre lascerà con il suo ritiro dopo le Olimpiadi di Tokyo il prossimo anno. Cerchiamo dunque di fare un po’ di ordine e di vedere quali sono stati i principali protagonisti di questa spedizione di Gwangju 2019.

Benedetta Pilato: medaglia d’argento nei 50 metri rana

Il 2005 potrebbe essere ritenuto un anno significativo per il nuoto italiano. Anzitutto perché, ai Mondiali di Montréal, iniziava la striscia di otto podi consecutivi di Federica Pellegrini, nei 200 metri stile libero in altrettante edizioni dei campionati del mondo. Se però in futuro quanto ammirato a Gwangju avrà seguito, il 2005 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui è nata una stella del nuoto italiano: Benedetta Pilato. Debuttare a 14 anni e 6 mesi ai Mondiali di nuoto fa impressione, considerando come la stessa Pellegrini abbia debuttato “solamente” a 14 anni ed 11 mesi.

La sola partecipazione sarebbe stata un successo, ma la tarantina non si è limitata a prendere parte alla rassegna, bensì ha portato a casa il record italiano nei 50 metri rana (29”98) e la medaglia d’argento nella specialità. Purtroppo non si può minimizzare: la ragazza, nonostante la giovanissima età, ha raggiunto un risultato che alcuni grandissimi nuotatori non hanno conseguito in tutta la loro carriera.

Adesso sta a lei realizzare il suo immenso potenziale e non semplicemente accontentarsi.

La Pilato sembra avere anche la testa per reggere le aspettative che, inevitabilmente, questo risultato porterà. Ha già lasciato intendere di non voler cedere alla pressione ma di voler lavorare bene e senza fretta. Se queste intenzioni non rimarranno lettera morta, difficile non immaginarla dominare la scena mondiale futura. A quattordici anni, però, si impiega poco a cambiare (anche legittimamente) le priorità della propria vita.

Un altro effetto positivo del risultato della Pilato a Gwangju è l’aver fatto da scudo ad altri giovanissimi italiani, che hanno conseguito risultati eccellenti ma non equiparabili ai suoi, evitando magari che parte delle pressioni finissero anche su di loro. Li citiamo velocemente: Marco De Tullio (classe 2000), quinto nei 400 metri stile libero, e Federico Burdisso (classe 2001), quarto nei 200 metri farfalla.

Simona Quadarella: un oro e un argento a Gwangju

Non può essere certamente ritenuta anziana Simona Quadarella, dovendo ancora compiere ventun’anni, eppure inizia ad essere una piacevole conferma a questi livelli. La Quadarella è l’atleta che ha portato a casa il bottino migliore da Gwangju, vantando la bellezza di un oro e di un argento. Il gradino più alto del podio è stato raggiunto nei 1.500 metri stile libero, gara alla quale la grande favorita Katie Ledecky (anche lei giovanissima, classe 1997) non ha preso parte per un virus, ma che la Quadarella ha legittimato con una prestazione da campionessa.

Negli 800 metri stile libero, invece, proprio la Ledecky ha avuto la meglio. Nonostante l’ottimo risultato, la Quadarella è rimasta comunque scottata dal piazzamento, prova della grande ambizione della ragazza. La sensazione è che potremmo assistere per qualche anno ad un duopolio della coppia Quadarella-Ledecky negli 800 e nei 1.500 stile libero.

Gregorio Paltrinieri: medaglia di bronzo a Gwangju

Gwangju 2019 è stata un’edizione molto particolare per Gregorio Paltrinieri, dal momento che l’italiano voleva dimostrare di essere competitivo non solo in vasca negli 800 e nei 1.500 metri stile libero, ma anche in acque libere, gareggiando sulla distanza dei 10 km. Alla fine della rassegna le indicazioni sono state positive, nonostante resti l’amaro in bocca per un paio di gare. “Greg” ha disputato un’ottima gara in acque libere, arrivando sesto ma giocandosi la vittoria fino alla fine. L’idea di allargare il suo parco competizioni, dunque, aveva delle fondamenta solide. La vittoria negli 800 metri è stata semplicemente maestosa; gli avversari sono stati demoliti dal ritmo feroce imposto da Paltrinieri.

La delusione è arrivata proprio nella sua gara preferita, i 1.500 metri stile libero, nella quale ha conquistato “solamente” un bronzo, complice una giornata in cui la bracciata è apparsa sin da subito meno brillante rispetto ai giorni precedenti, complice forse la disabitudine a partecipare anche ai 10 km. Paltrinieri è stato molto lucido nell’analizzare i suoi risultati e giustamente non sembra averne fatto un dramma; è apparso anzi determinato a non commettere gli stessi errori in futuro. Di certo l’anno prossimo a Tokyo vorrà prendersi la rivincita nei confronti del tedesco Wellbrock, che ha centrato la doppietta che proprio Greg desiderava tanto, quella dei 1.500 metri in vasca e dei 10 km in acque libere.

Federica Pellegrini: un oro nella specialità dei 200 metri

Impossibile dire qualcosa che non sia anche solo lontanamente retorico. Come anticipato, per Federica Pellegrini l’oro di Gwangju, è per lei l’ottavo podio consecutivo ai Mondiali di Nuoto nella specialità dei 200 metri. Un risultato straordinario se si considera che è arrivata all’età di 31 anni, assolutamente non pochi per un nuotatore. Aggiungere altro, di fronte a numeri così chiari, è totalmente superfluo. Ha confermato che dopo le Olimpiadi di Tokyo si ritirerà. La speranza è che chiuda nel migliore dei modi una carriera irripetibile e che rafforzi ulteriormente la propria candidatura a miglior sportiva italiana di tutti i tempi.

Settebello: l’unica squadra con 4 vittorie ai Mondiali

La Nazionale di pallanuoto è da sempre una delle migliori selezioni sportive che rappresentano il nostro Paese. Il (bellissimo) soprannome Settebello nasce, ad opera del giornalista Nicolò Carosio, negli anni Quaranta e viene dall’analogo soprannome che aveva la Rari Nantes Napoli, i cui giocatori passavano le trasferte a giocare a scopa. Da questi ultimi, che facevano parte della Nazionale, fu preso il soprannome con cui è conosciuta tuttora.

Il Settebello ha centrato a Gwangju una vittoria che la porta ad essere l’unica squadra ad avere quattro vittorie nei Campionati del Mondo. Lo fa alla fine di una cavalcata epica, culminata in una semifinale estremamente avvincente contro i fuoriclasse dell’Ungheria (squadra regina della pallanuoto, che vanta tre Mondiali e soprattutto nove ori alle Olimpiadi) vinta 12-10 e in una spettacolare finale dominata dall’inizio alla fine contro la Spagna e vinta con il punteggio di 10-5. Anche chi non ha conoscenze specifiche di questa disciplina fin troppo sottovalutata, avendone avuto modo, sarà stato coinvolto emotivamente dalla forza del nostro Settebello, partito piano ma salito di livello andando avanti nel torneo.

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Written by

Lorenzo Picardi

Laureato in Giurisprudenza ed iscritto all'ordine dei pubblicisti. Per deformazione professionale seguo qualunque fatto d'attualità. Non sono malato di sport, mi limito a scandire i periodi dell'anno in base agli eventi sportivi. Ogni tanto provo a fare il nerd, con risultati alterni.
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