fumatori nel calcio - Hübner sigarette

Viaggio alla scoperta dei fumatori nel calcio che, nonostante gli attuali standard di vita degli atleti, sempre più attenti a salute ed alimentazione, non riescono a rinunciare alle loro amate sigarette.

Il mondo dello sport, a partire dagli anni Novanta, ha accettato di essere investito da un certo livello di professionismo, per veder alzare la qualità delle performance offerte dagli atleti. Questo processo non si è assolutamente affievolito nel corso degli anni, avendo attualmente raggiunto le sue vette più elevate. Il professionismo, infatti, non è più limitato alla qualità degli allenamenti, ma permea la vita dello sportivo a 360 gradi: non esiste società sportiva, per esempio, che non segua scrupolosamente l’alimentazione dei propri tesserati. In tale contesto, sembrerebbe non esserci spazio per le sigarette nella vita degli sportivi e, più in particolare, dei calciatori. Eppure, il fumo continua ad essere presente nella vita di molti più giocatori di quanto non si pensi.

Negli anni antecedenti il professionismo, non destava alcuno scalpore sorprendere un calciatore pronto a dar fondo al proprio pacchetto di sigarette, complice anche la differente concezione e la ancora carente conoscenza delle conseguenze del fumo sul proprio corpo.


Cliccate qui per sapere come e perché smettere di fumare!

Tuttavia, con i nuovi standard accennati poc’anzi, il numero di sigarette che orbitano nel mondo del calcio è diminuito drasticamente. Un discorso non tanto sulla salute dell’atleta, in teoria sempre centrale in qualunque normativa inerente lo sport (basti pensare alla legge 376/2000, che pone la lotta al doping prima come una questione riguardante l’integrità fisica dell’individuo e, solo in un secondo momento, come un problema di alterazione del risultato sportivo), ma soprattutto di incidenza negativa sulle prestazioni dei giocatori in campo.

Il fronte dei fumatori, nonostante le controindicazioni del fumare (ampiamente discusse in altri articoli), resiste tenacemente sin dagli anni Novanta, e viene perfettamente incarnato da uno dei più incalliti fumatori che abbiano solcato un campo da calcio della nostra Serie A: Dario Hübner.

Fumatori nel calcio, prima parte: da Hübner a Verratti, passando per Gascoigne e Zampagna

“Tatanka” ha in sé tutti i caratteri del giocatore che ha fatto la trafila dei campionati minori, per arrivare non giovanissimo in Serie A, continuando allo stesso tempo a fare quello che, sin dai campionati interregionali, non ha mai smesso di fare: gol.

Il suo presidente ai tempi del Brescia, Gino Corioni, arrivò a dire:

Senza sigarette e grappa, Dario Hübner sarebbe il più forte di tutti.” 

Non si può avere la controprova; di certo, è interessante notare l’amore del presidente per il suo giocatore, nonostante condotte che in altri contesti avrebbero comportato multe ed esclusioni dalla rosa. D’altronde, siamo ancora in un momento storico in cui gli stravizi extra-campo (quando non si esagera) non sono ancora un tabù.

Fumatori nel calcio - Gascoigne
Paul “Gazza” Gascoigne, emblema di “vita spericolata”. 

Quando parliamo di non esagerare ci riferiamo a Paul “Gazza” Gascoigne, emblema di “vita spericolata”. Nonostante l’ilarità di questa foto, bisogna ricordare come Gazza stia oggi scontando quel logorante tipo di vita, cercando – con enorme difficoltà – di lasciarsela alle spalle. Ne approfittiamo anche per fargli gli auguri di buon compleanno (27 maggio, ndr) e anche di continuare la sua ripresa personale.


Parabola simile a quella di Hübner è quella di Riccardo Zampagna, altro giocatore che, come Dario, ha iniziato a giocare alternando allenamenti e lavoro, facendosi valere tanto in Prima Categoria quanto in Serie A. Ha detto Zampagna tempo fa:

Quanto alle telecamere negli spogliatoi, per fortuna che non faccio più parte di quel teatrino lì, come minimo mi rifugerei in bagno a fumarmi una sigaretta, come ho sempre fatto, per non farmi riprendere”.*

La differente presa di posizione attuale nei confronti dei fumatori viene sintetizzata dal caso di Marco Verratti, amato dai tifosi dal Paris Saint-Germain non quanto dai suoi sostenitori italiani, reo di un rendimento non soddisfacente con la maglia della Nazionale. Verratti è stato sorpreso più volte a godersi una sigaretta e la reazione è stata mediaticamente non indifferente, arrivandosi addirittura ad ipotizzare una multa per il giocatore pescarese. È l’esaltazione del ragionamento fatto inizialmente: dal momento che Verratti è un professionista lautamente pagato per svolgere al meglio il proprio lavoro, qualunque cosa possa inficiare il suo rendimento – leggi sigarettegli deve essere preclusa. Può sembrare un ragionamento sin troppo rigoroso ed intransigente, ma non è assolutamente da biasimare.

fumatori nel calcio - Verratti
Il fotogramma galeotto che inchioda Verratti, direttamente da una diretta Snapchat della moglie di un suo compagno di squadra, Marquinhos. L’altra occasione in cui è stato sorpreso con una sigaretta è stata in vacanza in Ibiza.

*Piccola nota di acredine personale

Le riprese negli spogliatoi sono fra le cose più inutili e false, confezionate per il prodotto-calcio. I giocatori sono ingessati, trattenuti, fin troppo concentrati. A telecamere spente uno spogliatoio è tutt’altro.


Fumatori nel calcio, seconda parte: Osvaldo, Buffon e Nainggolan

Attenzione però: se il regime odierno è sicuramente più rigido rispetto al passato, non c’è assolutamente alcuna caccia alle streghe nei confronti dei fumatori, in alcuni casi tranquillamente accettati. Ce lo ha dimostrato anzitutto Pablo Daniel Osvaldo, quando raccontò che in Nazionale fumava negli spogliatoi insieme al CT Prandelli e a capitan Buffon. Peccato che poi le sigarette gli siano costate la sospensione al Boca Juniors, sanzione secondo lui pretestuosa, dal momento che tale provvedimento disciplinare non era previsto nel suo contratto.

Ancor più nota è la predilezione per le sigarette di Radja Nainggolan.

Il “Ninja”, anzi, non ha mai fatto mistero della sua predilezione nei loro confronti; a chi lo accusa di condotta poco professionale ha sempre risposto che lui in allenamento e in campo dà sempre tutto (peraltro con profitto) e fino a quando ciò accadrà non vede il problema di concedersi qualche sigaretta (e anche qualche bevuta, magari). Si potrebbe obiettare che forse, senza fumo, il suo rendimento potrebbe essere un filino più alto, che forse quest’anno il fisico di Nainggolan ha iniziato a risentire di questa mancanza di rigore, visto il suo rendimento leggermente in calo, ma – di nuovo – non abbiamo la controprova di ciò.


Sta di fatto che, attualmente, il rapporto fra il mondo del calcio è piuttosto ambiguo e, potremmo dire, viaggia a due velocità, dividendosi fra chi minaccia (quando non applica) sanzioni e chi invece soprassiede in virtù di un certo rendimento in campo. Peccato, poi, che il dibattito si limiti ad un discorso di prestazioni sportive e raramente arrivi a coinvolgere la salute degli atleti.

Ti è piaciuto? Condividilo!

Written by

Lorenzo Picardi

Laureato in Giurisprudenza ed iscritto all'ordine dei pubblicisti. Per deformazione professionale seguo qualunque fatto d'attualità. Non sono malato di sport, mi limito a scandire i periodi dell'anno in base agli eventi sportivi. Ogni tanto provo a fare il nerd, con risultati alterni.
Potete contattarmi scrivendo una mail: l.picardi@inchiostrovirtuale.it