DSA - copertina

Croce e delizia degli studenti, la scuola non ha solo il compito di formarli.

Ad essa, infatti, il MIUR riconosce il dovere di individuare, fin dalle prime classi, casi sospetti di DSA. Ma cosa sono? E perché è importante conoscerli? Nell’articolo vedremo quali sono, come si manifestano e le principali strategie per raggirarli!

Indice dell’articolo
DSA

Cosa e quali sono i DSA?

In psicologia cognitiva, DSA è l’acronimo dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, cosiddetti perché colpiscono in modo selettivo particolari domini, necessari per acquisire conoscenza e abilità. Essi, infatti, si manifestano con una difficoltà nella lettura, nella scrittura e/o nel calcolo, che può compromettere in modo significativo sia il rendimento scolastico, sia l’autostima del bambino.

La stessa Jennifer Aniston, che ha scoperto da adulta il suo DSA, in un’intervista ha dichiarato:

Pensavo di non essere intelligente, non riuscivo a trattenere niente. Per me è stata una grande scoperta (essere dislessica, N.d.A) perché è come se molti dei miei traumi e dei miei drammi infantili avessero finalmente trovato una spiegazione”.

È chiaro, quindi, che un tempestivo riconoscimento non solo permetterebbe al bambino di stare al passo con gli altri, ma gli risparmierebbe anche il disagio patito da chi, come la Aniston, ha ricevuto la diagnosi troppo tardi. Ma ora vediamoli in dettaglio, questi DSA!

Dislessia: il disturbo della lettura

Tra tutti i DSA la dislessia è sicuramente il più comune, tanto che spesso viene usata per indicare l’intera categoria, seppur erroneamente. Si tratta, per la precisione, del disturbo della lettura, che risulta essere più lenta e/o meno accurata rispetto a quanto ci si aspetterebbe in base all’età, alla classe frequentata e all’istruzione ricevuta. Il bambino può avere difficoltà a leggere lettere, parole e non-parole (cioè parole non esistenti) o interi brani, in base all’età.

Tornando al caso della Aniston, nella stessa intervista ha dichiarato:

Mi hanno messo un computer davanti, mostrandomi dove andavano i miei occhi mentre leggevo. La mia vista saltava quattro parole, poi tornava indietro di due (…)”.

Questo “scherzetto”, dunque, giustifica la difficoltà di lettura e comprensione del testo:

Mi hanno fatto indossare un paio di occhiali con una lente blu e una rossa, e dovevo leggere un breve paragrafo per poi rispondere a dieci domande su quello che avevo appena letto. Penso di aver risposto bene solo a tre quesiti”. 

Qusto è solo uno dei tanti modi attraverso i quali la dislessia può ostacolare la lettura. Nel sito dell’AID (Associazione Italiana Dislessia) troviamo un altro esempio, che riportiamo qui sotto.

DSA: difficoltà riscontrata nella lettura dai dislessici
Figura 1: l’immagine mostra la difficoltà di lettura nei dislessici. Credits: aiditalia.org.

Disgrafia: il disturbo grafomotorio della scrittura

La disgrafia è un disturbo grafomotorio della scrittura – colpisce, cioè, le abilità manuali necessarie per scrivere – a causa del quale la grafia risulta meno fluente e poco comprensibile. Ne vediamo un esempio nell’immagine sottostante.

DSA - disgrafia - scrittura non fluente e incomprensibile dei disgrafici
Figura 2: la scrittura dei disgrafici è poco fluente e disordinata. Credits: aiditalia.org.

Disortografia: il disturbo linguistico della scrittura

La disortografia, invece, è un disturbo della scrittura di natura linguistica. In questo caso, infatti, si fa fatica a trascrivere in maniera corretta parole e non-parole, frasi e testi, che risultano zeppi di errori. Lo vediamo nell’immagine sottostante.

DSA - disortografia: i disortografici hanno difficoltà a redigere testi scritti.
Figura 3: i disortografici hanno difficoltà nel redigere testi scritti. Credits: aiditalia.org.

Discalculia: il disturbo del calcolo

Eccoci, infine, al disturbo del calcolo: la discalculia, che rende difficile riconoscere e distinguere i numeri, memorizzare procedimenti e fare di conto.

DSA - discalculia-difficoltà-di-calcolo
Figura 4: i discalculici faticano a riconoscere i numeri, memorizzare procedimenti e fare di conto. Credits: aiditalia.org.

Come possiamo vedere, quindi, i DSA non rappresentano una singola entità clinica, benché possano coesistere nella stessa persona. Nel prossimo paragrafo, approfondiremo le cause e la frequenza con cui si manifestano.

Epidemiologia dei DSA: quanto e perché si manifestano?

I DSA sono più comuni di quanto si possa immaginare. Benché siano ancora sottostimati, tuttavia, grazie al grosso lavoro di informazione fatta dagli organi competenti, l’incidenza dei DSA è cresciuta dell’1,4% dal 2010/2011 (cioè da quando è stata emanata la L. 170/2010, che riconosce tali disturbi) al 2014/2015. Ricordiamo che l’incidenza è il numero di casi diagnosticati in un campione di persone, in questo caso ben 186.803 casi su un campione di quasi 9 milioni di studenti (MIUR).

DSA - incidenza secondo i dati del MIUR
Figura 5: epidemiologia dei DSA. L’incidenza totale è passata dallo 0,7% nel 2010/2011 al 2,1% nel 2014/2015. In base all’ordine scolastico, inoltre, l’incidenza maggiore si osserva nella scuola secondaria di 1° grado (scuole medie).

Inoltre, la dislessia è il DSA più diffuso, seguito da disortografia, discalculia e disgrafia, come illustrato nel grafico a torta.

DSA - grafico a torta riportante l'incidenza della varie tipologietipologie
Figura 6: epidemiologia dei DSA. Il grafico a torta, risultante da un’elaborazione dei dati MIUR, riporta l’incidenza dei vari DSA. Credits: Anastasis.it.

I DSA possono presentarsi singolarmente, sovrapposti tra loro o ad altri disturbi, quali:

  • disprassia (un disturbo dell’organizzazione dei movimenti);
  • ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività);
  • disturbi del comportamento e del tono dell’umore.

A scanso di equivoci, tuttavia, ricordiamo che si tratta di una semplice contemporaneità e che non esiste alcuna relazione di causa ed effetto. Ma perché si sviluppano i DSA?

Cause dei DSA: le ipotesi più accreditate

Arrivati a questo punto ci sembra doveroso fare una precisazione: i DSA non sono malattie, bensì atipie del neurosviluppo, che deriverebbero dal diverso modo di funzionare dei neuroni coinvolti nella lettura, nella scrittura e/o nel calcolo (ipotesi neurobiologica).

Questo significa che le persone con i DSA possono apprendere, ma lo fanno in altri modi e con maggiore difficoltà – impegnando tutte le energie in loro possesso – perché non riescono a leggere, scrivere e fare di conto in modo automatico.

Esattamente come la guida o il semplice allacciarsi le scarpe, infatti, lettura, scrittura e calcolo sono processi automatici, cioé vengono eseguiti inconsciamente, in maniera rapida e precisa e, per questo, richiedenti poche energie. Questi processi si mantengono nel tempo e migliorano naturalmente.

La lenta automatizzazione, dunque, fa si che lo studente si stanchi rapidamente e non riesca a stare al passo con gli altri, con ripercussioni negative sull’apprendimento, sull’autostima e sulle relazioni sociali.

Ma quali sono i campanelli d’allarme che dovrebbero farci sospettare un caso di DSA? E come avviene la diagnosi? La risposta a questi, ed altri interrogativi, nel prossimo paragrafo.


Diagnosi dei DSA: come riconoscerli?

Sebbene alcuni segnali in età prescolare (come il ritardo nel linguaggio) possano farci sospettare di DSA, la diagnosi conclamata avviene:

  • non prima della fine della 2° elementare per dislessia, disgrafia e disortografia;
  • non prima della fine della 3° elementare per la discalculia.

Come anticipato nell’incipit, alla scuola spetta il compito d’individuare – anche grazie alle segnalazioni dei genitori – i casi sospetti di DSA, in modo che si possano fare i test diagnostici ed elaborare il PDP, in caso di positività.

Il PDP (Piano Didattico Personalizzato) è un documento redatto dagli insegnanti, previa consultazione dello specialista, entro la fine del primo trimestre. È fondamentale per lo studente, perché contiene le attività didattiche e le forme di verifica che dovrà svolgere durante l’anno (in base alle sue potenzialità) oltre agli strumenti compensativi più adatti per l’apprendimento. Si tratta, in definitiva, di un progetto educativo e didattico altamente personalizzato.

Ma quali sono gli errori più comuni, che dovrebbero farci sospettare di DSA? Vediamoli:

  • inversione di lettere e/o numeri (lad al posto di dal, 14 al posto di 41);
  • sostituzione di lettere graficamente simili (m/n, b/d, a/e);
  • difficoltà ad apprendere le informazioni in sequenza (alfabeto, giorni, mesi, tabelline);
  • confusione dei rapporti spazio-temporali (destra-sinistra, ieri-domani);
  • difficoltà nelle abilità motorie (non riescono ad allacciarsi le scarpe).

Questi e altri segnali, se presenti alla fine della 2°-3° elementare, richiedono la visita specialistica presso l’ASL di riferimento o privati. Ma ora vediamo in cosa consiste la diagnosi, passo per passo!

Anamnesi

L’anamnesi è la raccolta d’informazioni sul bambino, mediante l’intervista ai genitori o la compilazione del questionario scritto. Viene eseguita al fine di escludere:

  • deficit neurologici (causa di ritardo e/o inabilità);
  • deficit sensoriali visivi e/o uditivi (causa delle difficoltà scolastiche);
  • contesto familiare difficile, che ostacola l’apprendimento;
  • esposizione inadeguata a scrittura, lettura e/o calcolo (ad esempio, perché si è assentato da scuola per molto tempo).

Se è presente anche solo uno di questi fattori non si può parlare di DSA.

Ricordiamo, infatti, che la L. 170/2010 (Art.1) riconosce dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia come disturbi:

che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali (…).

Valutazione

Lo specialista sottopone il bambino a test specifici con lo scopo di valutare…

Livello cognitivo generale

Si valutano la logica del bambino e le capacità di ragionamento, verbali e non verbali, indipendentemente dalle nozioni già apprese.

Linguaggio

Il medico valuta il linguaggio recettivo (ampiezza del vocabolario e conoscenza delle regole necessarie per l’enunciazione) e quello espressivo (capacità di dialogare, capire e pronunciare bene le parole, ampliare il vocabolario).

Funzioni cognitive di base

Si valutano l’attenzione e la memoria di lavoro, fondamentali per l’apprendimento, nonché la capacità di compiere movimenti coordinati finalizzati ad uno scopo (prassie).

Abilità scolastiche strumentali

Si valutano, infine:

  • la lettura, in termini di velocità e accuratezza (lettura ad alta voce di parole, non-parole e brani) e di comprensione del testo (quiz a crocette riguardante un brano diverso dal precedente);
  • la scrittura, in termini di grafia e ortografia (dettato di parole e non-parole, frasi o testi, elaborazione di frasi o testi propri);
  • l’intelligenza numerica basale e calcolo (lettura, scrittura e ripetizione dei numeri, operazioni, quantità e abilità di conteggio).

Colloquio conclusivo

Durante il colloquio, lo specialista informa i genitori dei risultati della valutazione e rilascia una relazione scritta. Quest’ultima dovrebbe contenere:

  • diagnosi con i codici ICD-10 (la X revisione dell’International Classification of Disease stilata dall’OMS);
  • valutazione psiconeurologica, coi risultati dei test di cui sopra;
  • valutazione affettivo-relazionale;
  • strategie per la riabilitazione (un insieme di tecniche attuate dallo specialista, con lo scopo di ridurre le difficoltà riscontrate);
  • misure e strumenti compensativi da comunicare alla scuola (che vedremo più avanti);
  • indicazione della presa in carico del bambino.

Controllo

Le visite di controllo servono per valutare l’efficacia dei trattamenti, al termine delle quali il medico può decidere se lasciarli inalterati o se modificarli.

Quando si effettuano le visite di controllo?

Ogni due anni e durante le fasi di transizione:

  • dalle elementari alle medie;
  • dal biennio al triennio delle superiori;
  • in vista degli esami di maturità;
  • in vista dei test d’ingresso per l’università.

Ma una volta diagnosticato il disturbo come comportarsi? Scopriamolo!

Come convivere coi DSA? L’importanza della scuola

Come visto più volte nel corso dell’articolo, le istituzioni scolastiche rivestono un ruolo di primo piano sia nell’identificazione, sia nella formazione degli studenti con DSA, dalla scuola dell’infanzia all’università.

La succitata L. 170/2010, attraverso le Linee Guida del DM 12/07/2011, sancisce la tutela del diritto allo studio degli studenti con DSA, grazie alle strategie e agli strumenti compensativi che rendono meno difficoltoso l’apprendimento. Vediamoli!

Strategie compensative

Tra le più efficaci vi sono gli Indici Testuali, che aiutano a trattenere le informazioni durante lo studio (migliorando la memoria di lavoro, spesso ridotta nei DSA) e facilitando, quindi, l’apprendimento.

Quali sono gli Indici Testuali?

  • Immagini con didascalie,
  • titoli e sottotitoli,
  • parole chiave in grassetto,
  • box con approfondimenti,
  • box col significato di particolari termini,
  • mappe concettuali,
  • schemi e tabelle,
  • fumetti.

Grazie a essi, quindi, lo studente riuscirà ad avere una visione d’insieme del testo e sarà incoraggiato ad approfondirlo.

Strumenti compensativi

Giungiamo, infine, agli strumenti compensativi, che consentono allo studente di apprendere meglio e con minore sforzo. Attenzione, però: gli strumenti compensativi non privilegiano lo studente con DSA, esattamente come gli occhiali non aiutano a vedere meglio chi li porta rispetto agli altri, bensì gli permettono di stare allo stesso livello dei suoi compagni o colleghi!

Tra questi abbiamo i classici registratori, la calcolatrice, il computer e i suoi software! Per i più curiosi, nel box di approfondimento sono riportati alcuni degli strumenti più utilizzati.

Sintesi vocale

Strumento utilissimo in caso di dislessia poiché converte il testo digitale (libri in pdf o scannerizzati) in audio, aggirando le difficoltà di decodifica del testo. La sintesi vocale è gestita da un software che invia il testo da leggere, regola la velocità di lettura e rilegge parti di testo, il tutto evidenziando le parole lette; in questo modo, dunque, vengono agevolate la comprensione e l’autocorrezione. Per lo studio è sicuramente da preferire agli audiolibri, poiché consente di ascoltare e vedere i testi.

Editor di testi

Il software, da usare insieme o al posto dei quaderni cartacei, apporta innumerevoli vantaggi rispetto a questi ultimi. Esso, infatti, non solo è dotato di correttore ortografico e sintesi vocale, ma permette di inserire Indici Testuali, semplificando il lavoro a dislessici e disgrafici. 

Riconoscitore vocale

Utile in caso di disgrafia molto grave, questo software converte le parole pronunciate al microfono in testo, senza usare la tastiera; l’uso necessita, tuttavia, di ambienti silenziosi.

Internet

Chiudiamo la nostra carrellata con Internet che può essere d’aiuto, oltre che per cercare informazioni, anche per la traduzione dei testi in lingua straniera e l’accesso ai contenuti multimediali, soprattutto video. Questi ultimi, in particolare, possono aiutare i dislessici, consentendo loro di leggere con occhi e… orecchie! Un esempio? Sul canale Divina Commedia HD è possibile studiare l’opera del sommo Dante grazie a dei bellissimi video! Qui di seguito trovate il I canto dell’Inferno. Buona audiovisione!


E con questo siamo agli sgoccioli ma, prima di salutarci, vi lasciamo con una curiosità!

Personaggi famosi con DSA

A riprova del fatto che i DSA non sono un limite ai propri obiettivi, ecco un elenco degli artisti e scienziati che li hanno aggirati!

Iniziamo dagli attori!

Oltre alla fantastica Jennifer Aniston, di cui abbiamo raccontato l’esperienza, vi sono:

  • Tom Cruise 
  • Harrison Ford
  • Dustin Hoffman
  • Whoopi Goldberg
  • Robin Williams

Proseguiamo coi musicisti!

  • Mozart
  • Beethoven
  • Cher
  • John Lennon
  • Robbie Williams

Passiamo agli artisti!

E, infine, agli scienziati!

  • Leonardo da Vinci
  • Isaac Newton
  • Albert Einstein
  • Galileo Galilei
  • Charles Darwin 
  • Il premio Nobel per la Chimica 2017 Jacques Dubochet

E con questo è tutto, cari lettori. Se l’articolo vi è piaciuto, e lo reputate interessante, consigliatene pure la lettura. Alla prossima!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia
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