diarrea del viaggiatore - immagine di copertina
Seconda parte del dossier “Vacanze in salute”: come prevenire la diarrea del viaggiatore?

La diarrea del viaggiatore è un inconveniente di cui tener conto, quando si programma un viaggio, perché -oltre a essere sgradevole- può rovinare le tanto agognate vacanze. Si tratta di un problema assai frequente, dal momento che può manifestarsi nel 30-60% dei viaggiatori a seconda della destinazione, ed è per questo che -all’approssimarsi dell’estate e delle vacanze– vi proponiamo un vademecum per prevenirlo. Prima, però, conosciamo meglio questo disturbo!


Diarrea del viaggiatore: le cause e i sintomi

Il problema deriva da un’infezione intestinale -che possono contrarre coloro che si spostano verso i Paesi in cui scarseggiano l’igiene e l’elettricità, in particolare Africa subsahariana, Medio Oriente, Asia meridionale e Sud America- trasmessa attraverso il consumo di acqua e cibi contaminati da batteri, virus e parassiti.

Batteri

I batteri sono la causa principale della tossinfezione e, infatti, provocano l’80% dei casi. Il primo posto spetta all’Escherichia coli enterotossigeno (ETEC), che da solo è responsabile del 30% dei casi, seguito da Campylobacter jejuni e diverse specie di Shigella e Salmonella.

Virus

Principalmente i Norovirus, seguiti dai Rotavirus.

Parassiti

Al primo posto troviamo la Giardia intestinalis, seguita da Cryptosporidium ed Entamoeba histolytica.

Dopo un’incubazione di 6-24 ore, per i batteri e i virus, o di 1-3 settimane, nel caso dei parassiti, i viaggiatori possono manifestare i primi sintomi. Vediamo di cosa si tratta!

I sintomi della tossinfezione alimentare

Il sintomo principale è, per l’appunto, la diarrea, che si definisce come l’evacuazione di feci liquide, per più di tre volte al giorno oppure con una frequenza doppia rispetto alle proprie abitudini.

La diarrea può essere non infiammatoria, quando il patogeno riduce l’assorbimento di acqua ed elettroliti, o infiammatoria, quando danneggia anche la mucosa intestinale, penetrandovi o rilasciando tossine.

In caso di diarrea infiammatoria, meglio nota come dissenteria, si avrà l’evacuazione di feci liquide con pus, muco e sangue (ematochezia). Tra gli altri sintomi, inoltre, vi sono:

  • crampi addominali;
  • nausea;
  • vomito;
  • febbre.

Ma esiste un modo per prevenire tutto questo? La risposta è sì e ora vi diciamo come fare. Seguiteci!


Come prevenire la diarrea del viaggiatore?

Se avete in programma un viaggio verso mete esotiche, ebbene, ecco cosa fare per prevenire l’infezione:

  1. lavatevi sempre le mani dopo essere andati in bagno e prima di mangiare;
  2. non consumate cibo venduto per strada;
  3. bevete solo acqua imbottigliata oppure, qualora non fosse possibile, fatela bollire per tre minuti o disinfettatela con cloramina;
  4. non aggiungete ghiaccio all’acqua o alle altre bevande;
  5. usate l’acqua imbottigliata anche per assumere i medicinali e lavare i denti;
  6. scegliete frutta e verdura che si possano sbucciare, lavatele con acqua di bottiglia e cuocete la verdura prima di mangiarla;
  7. consumate la carne e i prodotti ittici ben cotti e ancora caldi, per evitare la contaminazione;
  8. consumate il latte e i latticini purché siano pastorizzati e refrigerati adeguatamente;
  9. evitate gli alimenti a base di uova crude o poco cotte, quali le salse e i dessert;
  10. potete assumere i probiotici, come il lievito Saccharomyces boulardii, per contrastare i patogeni intestinali.

Probiotici e diarrea del viaggiatore

Benché il consenso al riguardo non sia unanime, l’assunzione dei probiotici –microrganismi vivi che, se assunti in quantità adeguate, apportano benefici all’ospite- può prevenire la diarrea del viaggiatore, oltre che favorirne la scomparsa. Uno studio di metanalisi, pubblicato su Epidemiology and Health, è arrivato a questa conclusione in seguito all’analisi di 11 studi clinici, che hanno confrontato gli effetti di vari ceppi probiotici (Lactobacillus spp e Saccharomyces boulardii) con quelli del placebo, in volontari assegnati in modo casuale al gruppo d’intervento o a quello di controllo.

Ma come agiscono i probiotici?

Questi microrganismi impediscono la colonizzazione intestinale da parte dei patogeni, sia stimolando le difese immunitarie dell’ospite, sia privandoli dello spazio vitale e dei substrati per la sopravvivenza. Oltre a ciò le cellule di Saccharomyces boulardii (un lievito) inattivano le tossine dell’Escherichia coli e in più lo intrappolano, impedendogli di penetrare nelle mucose.

Come assumere i probiotici a scopo di profilassi?

Saccharomyces boulardii è disponibile in pratiche bustine orosolubili, che si assumono (una al giorno) nei cinque giorni prima della partenza. Qualora la diarrea dovesse manifestarsi, le bustine si assumono fino a qualche giorno dopo la scomparsa dei sintomi.

Qualora doveste contrarre l’infezione, non cucinate per gli altri e comportatevi come illustrato nel prossimo e ultimo paragrafo.


Come trattare la diarrea del viaggiatore?

Il trattamento differisce in base alla gravità del disturbo, come stabiliscono le linee guida del Journal of Travel Medicine. Vediamo di cosa si tratta!

Trattamento della diarrea lieve

Dal momento che il disturbo è tollerabile e non incide sulle attività pianificate, non è necessario il ricorso ai farmaci. Il disturbo, infatti, si può tenere a bada mangiando in bianco e introducendo liquidi per reintegrare le perdite di acqua ed elettroliti.

I liquidi sono fondamentali in caso di diarrea

Nei casi più lievi può essere sufficiente bere dell’acqua minerale per reintegrare le perdite, altrimenti potete ricorrere alle soluzioni reidratanti, disponibili in farmacia e parafarmacia. Sorseggiate il tè verde o il tè nero, ricchi di tannini, per un effetto astringente.


Tra gli alimenti più consigliati in caso di diarrea vi è lo yogurt probiotico. Per maggiori dettagli, leggete l’articolo “Yogurt: valori nutrizionali e benefici“.

Yogurt: valori nutrizionali e benefici per la salute


Trattamento della diarrea moderata

Il problema inizia ad accentuarsi e causare stress, oltre che interferire con le attività pianificate, e qui entrano in gioco i farmaci.

Loperamide per bloccare le scariche

La loperamide blocca le scariche di diarrea, grazie agli effetti calmanti sulla muscolatura intestinale. Si può assumere in capsule o compresse orosolubili da 2mg, con il seguente schema:

  • 4mg in fase di attacco, corrispondenti a 2 capsule o compresse;
  • 2mg dopo ogni scarica, senza superare i 16mg giornalieri (8 cp in tutto).

Il trattamento, salvo diversa indicazione del medico, dovrebbe durare massimo 2-3 giorni.

Trattamento della diarrea severa

In caso di diarrea severa, che impedisce qualsiasi attività, il medico può prescrivere gli antibiotici in aggiunta alla loperamide. Ricordiamo, infatti, che gran parte dei casi sono di origine batterica, pertanto gli antibiotici possono eliminare i batteri e favorire la scomparsa dei sintomi.

L’azitromicina contro la diarrea infettiva severa

Il farmaco più raccomandato è l’azitromicina, sia perché è efficace verso un più ampio spettro di batteri, sia perché è considerato sicuro nelle donne in gravidanza e nell’infanzia. Lo schema terapeutico consueto è di 500mg al dì per 3 giorni, benché alcune ricerche suggeriscano una maggior efficacia, alla dose di 1000mg in un’unica somministrazione.


E con questo si conclude la seconda parte del dossier “Vacanze in salute”, ma non temete: l’8 Luglio ci sarà la terza parte, in cui parleremo delle strategie per difendersi dal caldo. Non mancate!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia
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