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E se fosse possibile imparare a programmare prima di saper leggere?

Benvenuti nell’era del Coding, il codice informatico che si apprende a scuola!


Da oltre dieci anni scienziati ed informatici lavorano per rendere accessibili a tutti, fin dalla più tenera età, i principi del “pensiero computazionale”, che si basa sulla creazione di criteri logici e semplici algoritmi utili non solo per far funzionare i computer, ma anche per “leggere” la realtà e risolverne i problemi. Il risultato più evidente è L’ora del Codice, in inglese The hour of code, imponente progetto di formazione per le scuole messo a punto dall’organizzazione statunitense no profit Code.org. Nel 2013 questa iniziativa ha portato in una sola settimana 15 milioni di studenti americani a sperimentare un’ora di programmazione informatica. Successivamente, e in tutto il mondo, il numero di persone che ha avuto questa esperienza è arrivato a più di 90 milioni.

L’obiettivo, si legge nelle premesse del progetto, non è quello di far diventare tutti dei programmatori informatici, ma diffondere conoscenze scientifiche di base per la comprensione della società moderna. Capire i principi alla base del funzionamento dei sistemi e della tecnologia informatica è importante quanto capire come funzionano l’elettricità o la cellula.


Il coding in Italia

In Italia l’Ora del Codice è parte del progetto Programma il Futuro, messo a punto dal MIUR e dal Cini per accompagnare e supportare le scuole sulla scia dell’esperienza internazionale Code.org. Tutti possono partecipare: studenti e insegnanti ma anche semplici cittadini, a partire dai 4 anni. E tutti possono imparare! Per accedere alle lezioni di base, e agli strumenti interattivi forniti sul sito www.programmailfuturo.it, non sono richieste infatti competenze particolari.


Programmare sui banchi di scuola

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I principali destinatari del progetto Programma il futuro sono gli studenti italiani. Già dal 2014, il MIUR fornisce alle scuole e alle classi che ne facciano richiesta una serie di strumenti semplici, divertenti e facilmente accessibili per apprendere i concetti di base dell’informatica e del pensiero computazionale. L’obiettivo, espresso nel rapporto “La buona scuola” stilato dal Governo Renzi, è arrivare a sperimentare l’introduzione strutturale del coding in tutti gli istituti scolastici nel prossimo triennio.

Gli istituti che hanno già aderito negli anni scorsi alle iniziative del Piano della Scuola Digitale del MIUR (Scuole 2.0 e Classi 2.0) sono già parte attiva del cambiamento, scandito da appuntamenti come la Settimana Europea del Codice , svoltasi nell’ottobre 2014 durante il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea. Di coding, insomma, sentiremo sempre più parlare, dalle istituzioni ma anche dai nostri ragazzi!


Il coding per i più piccoli

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Non solo i più grandi, ma anche gli alunni delle scuole dell’infanzia possono avvicinarsi al coding in classe o a casa, con il supporto dei genitori. Diversi sono i giochi educativi finalizzati ad apprendere l’informatica fin dalla più tenera età: si va dalle App intuitive come Daisy the DinosaurBee-bot e Kodable, con cui i bambini dai 5 anni in su possono costruire semplici giochi di movimento e sequenze logiche, al più complesso Tynker (dai 9 anni), che presenta una serie di sfide da superare programmando ogni scena nel modo indicato.

L’antesignano di questi programmi, adatti per il computer ma anche per tablet e smartphone, è Scratch, un linguaggio di programmazione messo a punto nel 2007 dal Mit Media Lab di Boston. A partire da semplici blocchi da trascinare e mettere in sequenza, Scratch permette di creare storie interattive, giochi ed animazioni che poi è possibile condividere online. Ora è in arrivo Scratch Junior, pensato per bambini dai 5 agli 8 anni, che insegna la programmazione senza alcun bisogno di indicazioni scritte.

Costruirsi il proprio videogioco, anziché comprarne uno, sarà sempre più facile!

Maria Gabriella Depalo

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