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Il Cloud Computing è una tecnologia informatica che consente di sfruttare la rete Internet, per distribuire risorse software e hardware da remoto. Il servizio di Cloud Computing viene offerto da apposite aziende definite Cloud provider, che si occupano dell’assegnazione delle risorse e, a richiesta, anche della gestione completa del servizio.

I provider di Cloud Computing mettono a disposizione delle aziende, tramite abbonamento, una serie di risorse IT tra cui server, database, storage di archiviazione, software, business intelligence, applicativi. Il termine Cloud Computing comprende diversi modelli e servizi di distribuzione delle risorse IT.

Cosa si può fare con il Cloud?

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Da questa semplice definizione è chiaro che il Cloud ha a che fare con una molteplicità di applicazioni e strumenti, che possono essere sfruttate dall’utente finale senza bisogno di installare fisicamente qualcosa. Per sfruttare la nuvola è sufficiente infatti possedere un device (dallo smartphone al laptop) e un accesso a Internet. Infatti chi è connesso al Cloud, sfruttando Internet, gestisce da remoto le risorse offerte dal provider; seguendo questo paradigma di utilizzo, i servizi IT si trasformano da on premise a on demand. Anche i semplici utenti privati entrano quotidianamente in contatto con quella che è la più “antica” ed elementare forma di Cloud, vale a dire l’email, che risponde perfettamente alle indicazioni della definizione abbozzata in precedenza: infatti la casella di posta elettronica, a prescindere dal provider, è un servizio accessibile da qualunque dispositivo connesso a Internet ed è fruibile senza bisogno di installazioni o quant’altro.

Sulla base di questo schema tutti quanti noi fruiamo di servizi Cloud per ascoltare musica o guardare film su Internet (il cosiddetto streaming), oppure per archiviare immagini o altri tipi di file senza doverli per forza conservare sul proprio dispositivo. In buona parte questi servizi Cloud destinati al consumer sono gratuiti, dunque è chiaro che il volume di affari crescente della nuvola è soprattutto legato al mondo aziendale, che sempre di più utilizza le potenzialità dei servizi di Cloud computing per aumentare la propria produttività. Sono infatti tantissime le cose che si possono fare grazie al Cloud: ad esempio creare nuovi servizi e applicazioni, archiviare i propri dati ed eseguirne il backup e il ripristino, ospitare siti Web e blog, fornire software on demand, analizzare i dati (Data analytics) per ricavarne modelli ed eseguire stime e tanto altro ancora.

I benefici del Cloud

È vero, d’altra parte, che questi servizi potrebbero in linea teorica essere fruiti on premise, ossia con un software installato localmente nel proprio parco hardware. Anzi, si può dire che sino a una dozzina di anni fa, era questa l’unica modalità possibile per l’IT. Allora perché si sceglie in misura crescente il Cloud? Perché ci sono tutta una serie di vantaggi, economici e di produttività. Quello più semplice da percepire, da parte di un’azienda, è la possibilità di usufruire in maniera rapida di risorse IT flessibili e a basso costo. In particolare, con il Cloud computing non è necessario effettuare grandi investimenti in infrastruttura hardware o dedicare molto tempo a impegnative attività di gestione dell’hardware. Al contrario, è possibile effettuare il provisioning delle risorse di elaborazione in base a esigenze specifiche, ad esempio per sviluppare un’idea nuova, anche perché il pagamento è legato all’utilizzo effettivo.

Emblematico è il caso di Pokemon GO, il celebre gioco sviluppato dalla Niantic e che si è appoggiato su un’architettura cloud, che ha risposto appieno alle esigenze di flessibilità. In effetti nei primi mesi l’applicazione in questione è stata utilizzata da centinaia di milioni di persone, numero diminuito poi drasticamente con il passare del tempo. Se la Niantic avesse dovuto acquistare risorse hardware dedicate per coprire la domanda iniziale, probabilmente a quest’ora sarebbe già in fallimento. Con il Cloud, invece, è stato sufficiente rinunciare progressivamente a occupare spazio sul cloud man mano che diminuivano gli utenti. La nuvola si fonda infatti sul modello del Pay per Use: gli utilizzatori pagano solo in base all’uso effettivo, con contratti che possono essere spesso definiti su base mensile. Dunque, per dirla, in maniera più “formale”, il cloud computing elimina le spese di capitale associate all’acquisto di hardware e software e alla configurazione e alla gestione di data center locali, che richiedono rack di server, elettricità 24 ore su 24 per alimentazione e raffreddamento ed esperti IT per la gestione dell’infrastruttura, con vantaggi importanti in termini di costi.

La velocità del Cloud al servizio del business

Non trascurabile è anche l’aspetto velocità: installare fisicamente delle risorse hardware e software in azienda richiede mesi di tempo, a voler essere ottimisti. Tempistiche che, al giorno d’oggi, sono difficilmente compatibili con la rapidità del business moderno; mentre grazie al Cloud è possibile ottenere dal proprio provider grandi quantità di risorse di calcolo in pochi minuti, in genere con pochi click. Senza contare che più grandi servizi di Cloud computing vengono eseguiti su una rete mondiale di data center sicuri, aggiornati regolarmente all’ultima generazione di hardware, dunque in linea teorica più veloci ed efficienti.

Ultimo ma non meno importante, affidarsi a un servizio cloud offerto da terzi, permette a un’azienda di risparmiare tempo e risorse preziose dedicate alle attività IT, che tipicamente sono il mezzo e non il fine del business. Insomma, il Cloud computing offre l’opportunità di dedicarsi ai clienti anziché alla gestione dei dispositivi hardware e al funzionamento dei server.

Tipi di Cloud Computing

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Vi sono diverse modalità di distribuzione delle risorse Cloud, chiamate Cloud PubblicoCloud Privato e Cloud Ibrido.

  • Cloud Pubblico
    Con il Cloud Pubblico le risorse erogate appartengono al provider, che mette a disposizione delle aziende macchine virtuali, storage e applicazioni e provvede alla gestione del sistema. Con questa modalità le risorse IT vengono condivise da tutti gli utilizzatori.
  • Cloud Privato
    Al contrario, il Cloud privato prevede un pool di risorse dedicato alla singola azienda che ha accesso esclusivo al sistema infrastrutturale. Questa soluzione garantisce una maggiore privacy in quanto la rete non è condivisa con altre realtà.
  • Cloud Ibrido
    Il Cloud Ibrido combina le due modalità precedenti, attraverso tecnologie apposite che supportano l’ergazione delle risorse sia in modalità Private che Public Cloud.

Servizi di Cloud Computing

I servizi di Cloud Computing si distinguno in tre principali modelli: IaaSPaaS e SaaS.

  • IaaS
    IaaS (Infrastructure as a Service) è il modello di Cloud Computing di base. Il provider, attraverso la rete Internet, fornisce al cliente l’intera infrastruttura IT, tra cui server virtuali, spazio di archiviazione, reti e sistemi operativi, usando un modello di pagamento a consumo (chiamato anche “pay-per-use”).
  • PaaS
    PaaS (Platform as a Service) fornisce invece ai business una piattaforma Cloud ideale per lo sviluppo, il test, la distribuzione e la gestione di applicazioni software. Grazie al servizio PaaS queste operazioni possono essere svolte in modo semplice e rapido.
  • SaaS
    SaaS (Software as a Service) è un modello di distribuzione software tramite web. Con SaaS il software viene consegnato al cliente “chiavi in mano”, consentendo un semplice utilizzo ed eliminando le problematiche a livello di gestione delle risorse infrastrutturali.

In conclusione…

Tutto oro quello che luccica nel Cloud allora? In realtà, nonostante tutti i vantaggi che abbiamo descritto in precedenza, anche la nuvola presenta delle criticità che è bene conoscere. La prima, ovviamente, riguarda la disponibilità di banda larga: è evidente che se un’azienda non può contare su una connessione Internet performante diventa complicato spostare infrastrutture e servizi su cloud. Un problema che era particolarmente importante agli esordi del cloud, una decina di anni fa, ma che ancora oggi è presente nella realtà italiana.

Molto spesso, inoltre, i Cio aziendali lamentano livelli di servizio del cloud non corrispondenti alle attese o a quanto concordato nei contratti (i cosiddetti Service Level Agreement), che tra l’altro – in caso di problemi – sono spesso meno chiari di quanto desiderato dall’utente. Altri problemi riguardano la perdita di controllo citata in precedenza, nonché la visibilità limitata sulla propria infrastruttura. Infine c’è il tema del vendor lock in del cloud: decidere di cambiare fornitore di servizi cloud da un altro, oppure tornare on premise, può essere terribilmente complicato, considerato anche lo sviluppo continuo di piattaforme e servizi effettuato dai grandi provider di servizi cloud, che rischia di rendere molto “dipendenti” gli utilizzatori finali.

Maria Gabriella Depalo

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Maria Gabriella Depalo

Mi chiamo Maria Gabriella Depalo, sono nata in piccolo paesino del nord barese affacciato sul mare e sono laureata in Informatica.
Sono la "scienziata" del gruppo e mi dedicherò principalmente ad argomenti di tipo scientifico/tecnologico.
Spero vivamente di riuscire a coinvolgervi tutti nelle mie passioni.
Potete contattarmi scrivendo a: mg.depalo@inchiostrovirtuale.it