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Ben ritrovati, cari lettori!

Con l’articolo di Alessandro si conclude anche questo mese il nostro ciclo a tema. Complice l’evento classico di febbraio, gli Inchiostrati hanno tenuto banco con il topic “Carnevale e Maschere“, affrontandolo da punti di vista diversi e personali esperienze.

Abbiamo iniziato con Mauro, nuovo collega, che ha debuttato alla grande parlandoci del Teatro Cinese e dei suoi personaggi: “Al pubblico occidentale la cosa che salta subito all’occhio sono i personaggi dell’Opera, con i loro ruoli ben definiti, i loro abiti tradizionali e le loro pitture facciali caratteristiche”

A seguire, la nostra vignettista ufficiale Ayame/Sara, si è divertita a presentare un uomo alle prese con le maschere ed il vero se stesso: “C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, resti nessuno.”

Serena ha pensato bene di mostrarci il Carnevale attraverso le opere d’arte di Ensor ed altri artisti: “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti“.

Pasquale ci ha fatto viaggiare da Ivrea a Lecco, attraverso gli astrusi calcoli matematici per il computo della Pasqua: “Nel 1816 il grande matematico Carl Friedrich Gauss descrisse un algoritmo di esecuzione decisamente più semplice” (più semplice per chi, non ce l’ha detto…).

Lorenzo ci ha trascinato nel mondo calcistico e nel Carnevale di Rio attraverso le gesta di Edmundo: “Peccato però che proprio in quel periodo stia per iniziare il Carnevale tanto caro a O Animal, che deve assolutamente correre a Rio per festeggiare.” Permesso di viaggio ottenuto secondo regolare contratto.

Per la categoria Salute e Benessere, Jessica ha sfoderato un articolo sul Coriandolo e, per chi non lo sapesse: “I coriandoli devono il nome proprio a questa spezia. Nel ‘500, infatti, i frutti venivano ricoperti di zucchero e lanciati durante le festività, Carnevale compreso.”

Con una Face Chart, Ivana ci ha mostrato una tipica maschera del Carnevale di Bagolino, raccontandoci le sue origini storiche e descrivendone i costumi caratteristici: “Qui si celebra un famoso Carnevale le cui maschere e danze traggono ispirazione dal XVI secolo.”

Il signor Nessuno della celebre opera di Pirandello è stato il protagonista indiscusso dell’articolo di Stefania: “Il protagonista e narratore si convince, infatti, improvvisamente che l’uomo non è “uno”, ma “centomila”. L’essere umano possiede, quindi, tante diverse personalità.”

Per i più goliardici, Gabriella ha pubblicato un elenco di ben 15 scherzi tecnologici, a suo dire: “innocui, semplicissimi e veloci che non necessitano l’installazione di programmi particolari.” Fateci poi sapere se qualcuno di voi li ha testati ed è sopravvissuto!

Ha scomodato Machiavelli ed i suoi insegnamenti politici, la collega Virginia, parlando di quanto sia praticata “L’arte di essere bugiardi”, ricordandoci però che in parte è anche colpa nostra perché: “Sono tanto semplici gli uomini e tanto obediscano alla necessità dei presenti, colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare.”

Antonella ci ha fatto conoscere un’eccellenza italiana, la pluripremiata costumista Milena Canonero: “Gli abiti e gli accessori da lei portati sul grande schermo sono stati in grado di lasciare un segno, (omissis) regalandoci una magistrale caratterizzazione dei personaggi, trasformando gli attori in meravigliose “maschere” moderne.”

Domenica ci siamo divertiti con una serie di racconti ed esperienze di alcuni Inchiostrati, che si sono messi in gioco parlando del loro rapporto più o meno amaro (o dolce) col Carnevale ed i travestimenti. “Le uniche cose che salvo del Carnevale sono le zeppole, le chiacchiere e i fatti fritti.”, parola di Mauro!

Annalisa, invece, ci ha portato alla scoperta di Bagolino e delle sue tradizioni, dal Carnevale, con i Balarì ed i Maschèr, danze e musiche di origine medievale, fino ad arrivare al formaggio Bagòss, che è: “l’anima stessa del paese e della sua gente. Bagòss infatti è il nome in dialetto bresciano degli abitanti di Bagolino”.

Ultimi, ma solo in ordine di tempo, gli “appunti” di Alessandro, che ha affrontato il discorso della “maschera e il concetto di doppio che le appartiene” dal punto di vista fotografico e cinematografico. “Questa capacità è tipica sia della maschera, che del mezzo fotografico: riuscire, attraverso la sintesi, a raccogliere dentro un’espressione il passato e il futuro, nel medesimo istante presente.”

Bene, cari lettori, per ora questo è tutto, ma non temete: a marzo vi aspetta un nuovo topic, dedicato a…
Eheheh niente spoiler!

Continuate a seguirci e lo scoprirete presto!
Alla prossima!

La Redazione

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Redazione IV

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