Bacche di mirto dentro a una ciotola di legno

Dopo i corbezzoli torniamo a parlare di frutti spontanei con le bacche di mirto, che si possono raccogliere – da novembre a gennaio – soprattutto in Corsica e Sardegna, dove i cespugli di Myrtus communis (questo il nome scientifico della pianta) crescono rigogliosi.

Bacche di mirto: l’identikit

Questi arbusti, che fanno parte della cosiddetta macchia mediterranea bassa, producono delle bacche di forma globosa od ovoidale, di colore che varia dal blu scuro al rosso scuro, raramente bianche, che persistono per lungo tempo sui rami. Eccole in foto!

Bacche mirto (Myrtus communis, Myrtaceae) sui rami.
Figura 1: bacche di mirto (Myrtus communis, Myrtaceae) sui rami.

Ma cosa contengono queste bacche? E quali sono le loro proprietà? Scopriamolo!

Composizione e proprietà dei frutti del mirto

Buona parte dei dati sulla composizione è stata raccolta negli studi sulle biomasse – cioè semi e bucce – derivanti dalla produzione del liquore. Tra questi un recente studio dell’Università di Sassari, pubblicato sulla rivista Foods, che ha evidenziato percentuali elevate di fibre, ma anche di grassi polinsaturi (acido linoleico) e polifenoli (ellagitannini e glicosidi della quercetina).

Tra tutti questi composti, i polifenoli – in particolare gli ellagitannini, come l’enoteina B – sono senza alcun dubbio i più importanti, dal momento che conferiscono alle bacche proprietà rigeneranti, antiossidanti, antinfiammatorie e antimicotiche.

Nelle simulazioni in provetta, infatti, essi hanno stimolato la maturazione delle cellule staminali, potenzialmente capaci di rigenerare i tessuti, e hanno ridotto la produzione di radicali liberi e sostanze infiammatorie come le citochine, proteggendo le cellule in coltura.

Essi, inoltre, hanno inibito lo sviluppo della Candida, un lievito che può causare infezioni orali, genitali, intestinali e talvolta sistemiche, risultando attivi anche contro i ceppi resistenti agli antimicotici come il fluconazolo.


Per maggiori dettagli, vi rimandiamo ai seguenti articoli:

Estratti di mirto come nuove risorse della medicina rigenerativa: la ricerca di Uniss

Polifenoli di mirto contro le infiammazioni della pelle: la ricerca targata Uniss

Enoteina B: dal mirto un potenziale alleato contro i disturbi gastrointestinali


Grazie alla ricchezza di polifenoli, dunque, le biomasse del mirto potrebbero essere sfruttate per ottenere integratori e cosmetici per proteggere la pelle, ma anche conservanti alimentari e – perché no? – mangimi per animali. In tal modo si limiterebbe l’inquinamento legato alla loro produzione che, in Sardegna, è stimata a 200.000 tonnellate all’anno.

Bacche di mirto: gli usi in cucina

Chiudiamo in bellezza il nostro viaggio, alla scoperta di questi frutti spontanei, in cucina! Le bacche di mirto rientrano a pieno titolo nelle tradizioni culinarie sarde: è molto comune, infatti, usarle per insaporire le carni allo spiedo – ad esempio, il maialetto – ma anche per preparare il liquore e le confetture. A proposito di confetture, ecco qui la ricetta!

Confettura di mirto

La confettura di mirto, dal sapore non troppo dolce e caratteristico, è ottima in accompagnamento ai formaggi stagionati, così come per realizzare crostate e altri dolci. Vediamo gli ingredienti!

Ingredienti

Per preparare 10 vasetti occorrono:

  • 1 kg di bacche;
  • 800 mL di acqua;
  • 800 g di zucchero;
  • 1 limone.

Procedimento

  • Innanzitutto lavate le bacche, asciugatele e ponetele a macerare per 12 ore con il succo di limone e lo zucchero.
  • Dopodiché fatele cuocere a fuoco lento, fino a quando il composto non sarà troppo fluido né troppo compatto. Per capirlo fate questa prova: mettete un cucchiaino di composto in un piattino di ceramica, quindi solcatelo con un dito; se il solco si richiude, significa che è ancora troppo liquido! In tal caso, fate cuocere ancora a fuoco lento per qualche minuto.
  • A questo punto, eliminate i semini dalla confettura con il passaverdure e ripartitela nei vasetti puliti e asciutti.
  • Chiudete ermeticamente i vasetti, metteteli a bagnomaria e lasciateli bollire per 20′-25′.
  • Una volta raffreddati, conservateli in luogo fresco e asciutto.

Et voilà, il gioco è fatto!

N.B. Una volta aperto il barattolo, conservatelo in frigo e consumate la confettura entro 2-3 settimane.

Confettura di bacche di mirto
Figura 3: confettura di mirto. Deliziosa, vero?

E con questo è tutto, cari lettori! Noi vi diamo l’appuntamento al 23 dicembre, con l’articolo dedicato alle lenticchie. Non mancate!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia
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Written by

Jessica Zanza

Classe 1987, una laurea in Farmacia e la passione per la divulgazione scientifica. Con Virginia Taddei e Annalisa Ardesi ho fondato Inchiostro Virtuale, attraverso il quale vi coinvolgerò nelle tematiche a me più care: quelle inerenti alla salute e al benessere.
Per contattarmi mandate una mail a j.zanza@inchiostrovirtuale.it